E’ uscito “Originals” di Prince. Questa una guida track-by-track

La premessa è semplice: una raccolta di 15 canzoni scritte, prodotte ed interpretate da Prince prima di regalarle ad altri artisti come The Time, Vanity 6, Sheila E., The Bangles o Kenny Rogers. Per la maggior parte delle tracce il suono è l’inconfondibile synth-funk caratteristica indelebile del Minneapolis Sound, ma a questo si accosta anche l’ampiezza dei gusti musicali di Prince, capace di intrattenere con del puro pop o con del semplice R&B.

Per ora Originals è in esclusiva in streaming su TIDAL, ma nelle prossime settimane sarà disponibile anche su CD e vinili. Quello che vi segnaliamo è una guida track-by-track delle canzoni che si trovano nell’album, ma nella versione che conosciamo oggi, ciò cantate da chi le ha portate al successo. Immaginatevi titoli come Sex Shooter, The Glamorous Life o la più celebre Manic Monday interpretate con la voce di Prince. Siamo sicuri che ne rimarrete piacevolmente sorpresi!

Fonte:
citypages.com

 

Legacy Reissue Vinyl Bundle (2004-2007)

Disponibile su store.princeestate.com il preordino di tre album di Prince che la Sony Legacy Recordings distribuirà a partire dal prossimo 6 febbraio 2019. Musicology (2 Purple LP), 3121 (2 Purple LP) e Planet Earth (Purple LP) sono i tre titoli scelti. Oltre a questi c’è la possibilità di ordinare altri interessanti articoli e memorabilia tutti legati al periodo che va dal 2004 al 2007: T-shirt, Tour Book, poster e litografie. 

Link: store.princeestate.com 

Piano & a Microphone 1983. Il primo album postumo di Prince.

Piano & a Microphone 1983

Piano & a Microphone 1983. Questo è il titolo voluto dalla Warner Bros per il primo album postumo di Prince. La difficile scelta di cosa pubblicare tra la miriade di materiale recuperato dalla cassaforte della Paisley Park, è caduta su una vecchia TDK C60 datata 1983. Sul nastro della cassetta la registrazione di una rehearsal privata fatta nel suo home studio con il solo pianoforte Yamaha.

L’album è uno splendido viaggio attraverso idee, progetti ed esperienze che Prince stava vivendo in quel periodo. Ne sono la dimostrazione le schegge di un Purple Rain ancora a livello embrionale, un richiamo a A Case of You di Joni Mitchell e le tragiche strofe di Wednesday, canzone che doveva far parte dell’album Purple Rain, ma che invece fu tolta all’ultimo momento. A queste si aggiungono 17 Days, scelta successivamente come lato B di When Doves Cry e gli inediti Why the Butterflies e lo spiritual Mary Do not You Weep, primo singolo estratto e raccontato con un commovente video diretto da Spike Lee. Troviamo poi un’anticipazione di Strange Relationship, la versione completa la si potrà ascoltare solo alcuni anni dopo sull’album Sign o ‘the Times, a cui fa seguito International Lover, canzone che chiudeva 1999, il disco che Prince pubblicò nel 1982.

Sappiate che quando registrò questo nastro, Prince era già al lavoro per realizzare Purple Rain, il suo disco più rock, ricco di chitarre, percussioni e tastiere, in contrasto con le sentimentali note di un pianoforte. Piano & a Microphone 1983 amplifica questa contrapposizione, permettendoci di spiare l’artista nell’atto di comporre, arrangiare e creare in tempo reale. Lo schiocco delle dita, i commenti, la batteria suonata con la bocca e la divertente interpretazione di Cold Coffee and Cocaine con l’imitazione del suo alter ego Jamie Starr, sono le apprezzate dimostrazioni.

Questo articolo è pubblicato anche su prince.it

 

Dortmund 1988. Il Lovesexy live di Prince in prima serata sulla RAI

Dortmund 1988 Lovesexy

9 settembre 1988. Una data che sopravvive nella memoria dei fans di Prince. Quel venerdì sera di trent’anni fa, sul primo canale della Rai, venne trasmesso l’ultimo concerto della tournée europea del Lovesexy Tour 1988-89. La Sacis, la società che in quegli anni promuoveva i prodotti Rai all’estero, in collaborazione con Granada Television, riuscì ad aggiudicarsi il privilegio di trasmettere le immagini in diretta dello show, organizzato al Westfalenhallen di Dortmund, in Germania.

Operazione da due milioni di dollari, per un’esclusiva che aveva dell’incredibile. Prince, icona e star mondiale, in concerto in prima serata sugli schermi televisivi di milioni di persone. Musicalmente parlando un evento che oggi giorno sarebbe impossibile da realizzare. Pensate ad uno spettacolo di Justin Timberlake o un Bruno Mars sulla Rai. Irrealizzabile.  L’esclusiva italiana fu condivisa con gran parte delle emittenti europee, compresa quella della vecchia Urss e delle due Coree. Un notevole sforzo fatto dalla direzione Rai, che riuscì a strappare la firma dei managers del cantante per un contratto che originariamente prevedeva la trasmissione del concerto del 5 settembre, previsto allo Stadio dei Marmi di Roma. Doveva essere quella la data di chiusura del tour.  Purtroppo la location all’aperto non era la migliore per il palco centrale, caratteristica principale di ogni esibizione. Il concerto fu cancellato e sostituito con l’aggiunta di due esibizioni a Dortmund. La direzione della Sacis dichiarò che il contratto comprendeva anche un film che l’artista di Minneapolis doveva girerà a Cinecittà e la realizzazione di alcuni documentari, sempre riguardanti il musicista. Tutte cose che non si fecero.

Le riprese televisive furono commissionate ad una compagnia di produzione olandese, la ID-TV diretta da Egbert van Hees, regista scelto esplicitamente da Prince. Come concordato, prima della trasmissione da Dortmund, la troupe avrebbe dovuto “allenarsi” in occasione di alcune precedenti esibizioni. Il condizionale e i dubbi sulle prove tecniche sono d’obbligo, soprattutto dopo quello che accadde all’inizio della diretta. La mancanza di sincronizzazione tra video e audio, quest’ultimo trasmesso via cavo a differenza delle immagini che arrivavano via satellite, non fu certo un bell’inizio. Un secondo di differenza tra il labiale del cantante e la sua voce. Prince in playback! Se ne parlo a lungo e si gridò allo scandalo, anche se il problema fu risolto dopo alcuni minuti e i giornali spiegarono, nelle successive recensioni, le cause tecniche che portarono a quel terribile errore.

Complicazioni a parte, per i suoi fans fu un momento di soddisfazione e rivincita nei confronti di quelli che snobbavano Prince. Vederlo in televisione in prima serata significava un meritato riconoscimento e la giusta notorietà per il nostro idolo. È vero, fondamentalmente non ne aveva bisogno, ma quel passaggio televisivo permise a Prince e alla sua musica di sfondare quel muro di gomma che circondava, e circonda ancora oggi, il limitato mondo musicale nostrano, fatto di tanta musica neomelodica e di pochi esclusivi nomi internazionali. Il suo concerto andò ad aggiungersi all’elenco di quei celebri e popolari eventi musicali che la Rai propose in quegli anni: Madonna (1987), Sting (1988), il The Giants of Rock ‘n Roll (1988), il concerto dei Pink Floyd a Venezia (1989) e lo Zoo tv degli gli U2 (1992).

Lo show visto in tv rispecchiava esattamente quello che Prince e la sua band presentavano in tutti i concerti della tournée. Il palco circolare disposto su più livelli sui quali si trovava, oltre che agli strumenti, un canestro da basket, un’altalena, un letto e la segnaletica stradale pronta ad accogliere la Ford Thunderbird volante utilizzata da Prince per entrare in scena. Nella prima parte dello spettacolo una raccolta di titoli presi dai precedenti album. Canzoni come Housequake, I Wanna Be Your Lover, Little Red Corvette, When You Were Mine e Controversy alle quali si aggiungevano Superfunkycalifragisexy e Bob George dal Black Album, il disco del 1987 che non fu mai pubblicato e cronologicamente sostituito da Lovesexy.  Dopo una pausa, la seconda parte con le canzoni dell’ultimo album, una toccante interpretazione di The Cross, un’indimenticabile piano set con When 2 R In Love, Venus De Milo e Condition Of The Heart e le immancabili hits di Purple Rain. Per chiudere Alphabet St, la hit di quell’estate.

L’intero concerto è stato pubblicato su due home video VHS: Lovesexy Live 1 e Lovesexy Live 2, con il volume 2 contenente stranamente la prima metà dello spettacolo e il volume 1 la seconda. In rete si trova il concerto completo (link). Noi vi proponiamo le immagini dell’arrivo in macchina e l’esibizione di Erotic City, la canzone che dava il via ad ogni concerto.

Link ed Info:
princevault.com
repubblica.it/1988/08/30/una-notte-rock-con-prince
repubblica.it/1988/09/11/prince-finto-playback
repubblica.it/1988/08/04/prince-torna-in-italia

Questo articolo lo trovate ancge su prince.it

 

Prince, il video dell’inedito ‘Mary Don’t You Weep’

Prince, il video dell’inedito ‘Mary Don’t You Weep’ è diretto da Spike Lee

Il brano fa parte della colonna sonora di ‘BlacKkKlansman’, ed è uno spiritual di inizio Novecento registrato da Prince negli anni ’80

«Prince voleva che avessi quella canzone. Non mi interessa cosa dice la gente. Mio fratello Prince ha voluto che io avessi quella canzone per questo film», ha detto Spike Lee.

Fonte: rollingstone.it

Glam Slam Nightclubs. Da Minneapolis a Yokohama

Non solo cantante, musicista e produttore. Prince tentò anche la carriera imprenditoriale con i Glam Slam Club, catena di locali notturni aperti tra il 1990 e il 1994.

Glam Slam è il titolo di una canzone che si trova in Lovesexy, l’album che Prince pubblicò nel 1987. Con la ben più celebre Alphabet Street è stato uno dei tre singoli estratti da quel disco. Quello che forse non tutti sanno è che questo nome fu scelto anche per l’avventura imprenditoriale di Prince nel campo dei locali notturni. Quattro clubs, in quattro differenti città: Glam Slam North a Minneapolis, Glam Slam West a Los Angeles, Glam Slam South quello di Miami Beach e per finire Glam Slam Yokohama in Giappone.

Il primo ad essere aperto, all’inizio del 1990, è stato quello in 110 North 5th Street, periferia nord di Minneapolis. Con le pareti decorate da Brian Canfield Mitchell e una pubblicità occulta grazie al film Graffiti Bridge, il Glam Slam North aveva l’arduo compito di fare da antagonista al ben più celebre First Avenue. L’obiettivo non fu certo dei più semplici, ma i risultati non mancarono. Dopo alcuni anni Prince decise di cederlo completamente a Gilbert Davidson, l’allora Presidente di Paisley Park. Il manager lo ribattezzò in The Quest e continuò l’attività con un discreto successo. Purtroppo nel 2006 il locale dovette chiudere a seguito di un incendio. Ora se passate per quella via trovate il nightclub Epic. Nessun legame con il nome Prince.

Alla fine del 1991 viene inaugurato il secondo Glam Slam quello di Yokohama in Giappone. A differenza degli altri club nei quali furono organizzati molti più concerti, qui Prince si esibì solo una volta nell’aprile del 1992. Oggi lo stabile è ancora un locale notturno che ha preso il nome di Bay Hall.

Nel 1993 l’annuncio dell’apertura del Glam Slam West di Los Angeles. Al suo interno, pavimenti viola con un enorme Symbol sulla pista da ballo. Arredamenti e tessuti appariscenti color oro. Volti in stile egiziano sulle pareti multicolori e accessori provenienti dalle scenografie dei precedenti tour di Prince. Nei pochi anni che rimase aperto, divenne un punto di riferimento glamour per la città californiana. Steve Edelson, co-proprietario del locale, ricorda le richieste di assoluta riservatezza rivolte allo staff impegnato nella realizzazione club: nessuno poteva divulgare immagini o rilasciare dichiarazioni. Tutto doveva rimane segreto sino all’apertura ufficiale. A parere di critici e riviste di settore il club è stato uno dei migliori locali della città, attirando un mix eterogeneo di frequentatori e di personaggi dell’industria musicale e dello show business. Modelle e attori erano di casa nell’area Vip.

Alcune delle prime esibizioni di Snoop Dogg e Tupac Shakur si svolsero sul quel palco, lo stesso che calcavano gli artisti che in quegli anni erano sotto contratto con la Paisley Park Records. Nomi come George Clinton, Rosie Gaines e Nona Gaye. Qui ci furono le prime rappresentazioni di Glam Slam Ulysses, spettacolo musicale, dove la storia del personaggio della mitologia greca era raccontata con un mix d’immagini, danze e musiche firmate da Prince. Se non c’erano artisti ad esibirsi la musica proposta era di solito una combinazione eterogenea di hiphop, funk e R&B anni ’70 e ‘80 con parecchie incursione princiane. C’era sempre da aspettarsi qualcosa d’interessante. Dietro a tutto quello che era proposto, si nascondeva la creatività e l’originalità di Prince. Rimase aperto poco più di due d’anni. Un ottimo risultato, sapendo che i locali notturni in quella città mantenevano la popolarità a malapena per una sola stagione.

Quello situato a South Beach Miami in 1235 Washington Avenue, il Glam Slam East, è stato l’ultimo dei quattro. Lo stabile che lo accoglieva era uno dei teatri più eleganti di Miami Beach con alle spalle una lunga storia da protagonista nella vita notturna di Miami. Prima di Prince e dell’attuale gestione si dice che il locale abbia fatto parte delle proprietà di Al Capone. L’evento per l’inaugurazione non si limitò a due olive ed un prosecco. Quella sera, in concomitanza con il suo compleanno, Prince con i suoi NPG e la ballerina Mayte, che poi diventerà sua moglie, si esibirono sul palco del nuovo locale per ben tre notti consecutive.

Le immagini dei concerti furono trasmesse live sul canale musicale The Box Music Channel. Le canzoni proposte erano quelle che si trovano negli album di quel periodo, da Come a The Gold Experience passando per le produzioni realizzate con o per gli NPG. Nessuna hit anni ’80. Il nome Prince era già scomparso e sostituito con il Symbol. Le registrazione bootleg di quelle esibizioni, come pure i video, sono tuttora tra le più conosciute perché più volte riproposte dalle principali etichette pirata che stampavano, e che continuano a stampare, bootleg di Prince.

Per celebrare questi quattro locali, eccovi alcune immagini e una parte dell’esibizione al Glam Slam East del 1994.

Questo articolo lo trovate anche su prince.it

Fonte:
The Vault
laist.com
latimes.com
latimes.com
abernathymagazine.com
miamiherald.com
discotech.me

 

..

 

….