MonoNeon il nuovo bassista di Prince

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Per ora niente Prince Spotlight: Piano And A Microphone Tour. Tutto è sospeso dopo i drammatici fatti di Parigi e i problemi di bagarinaggio on-line segnalati da Prince e il suo enturage. Tutto era pronto. Si attendeva solo la conferma delle date e delle location. Anche i musicisti che lo avrebbero accompagnato per l’occasione avevano il passaporto pronto in valigia. Niente più 3rdEyeGirl. Per ora, e non si sa se definitivamente, è rimasta solo la chitarra di Donna Grantis, accompagnata da Kirk Johnson alla batteria e dal nuovo fenomeno chiamato alla corte di Prince, il bassita MonoNeon. E’ lui che ha dato colore, in tutti i sensi, alle ultime esibizioni tenutesi a Paisley Park. Andate a vedervi i video dei suoi speech dove riesce a tramutare in note interviste o scene di comici e attori.

Per apprezzare il personaggio eccovi una serie di video, immagini e link in attesa di vederlo dal vivo sul palco con Prince.

Link:
youtube.com/TheMonoNeon
wikipedia.org/Dywane_Thomas,_Jr.
dywanethomasjr.bandcamp.com
soundcloud.com

@MonoNeon

 

Immagini

 

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Video

 

 

Rinviato il “Prince Spotlight: Piano And A Microphone Tour 2015”

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Il Prince Spotlight: Piano And A Microphone Tour 2015 è stato cancellato, o per meglio dire posticipato a data da definire.  A comunicarlo per prima l’agenzia francese Agence France-Presse, ma subito dopo è arrivata la conferma anche da parte della direzione del Wiener Konzerthaus, il teatro viennese che avrebbe dovuto ospitare la data iniziale del tour. Purtroppo ì drammatici fatti accaduti venerdì sera a Parigi hanno costretto il promoter a rinviare il tour europeo di Prince, probabilmente in accordo con l’artista stesso. Come lui molti altri artisti hanno cancellato i propri spettacoli in terra francese. La decisione di Prince non è piacevole o condivisibile, ma era  prevedibile.

Le cose comunque non si stavano mettendo bene. Già in mattinata c’era stato un segnale che aveva messo in allarme i fans. Pochi minuti prima dell’inizio della vendita dei biglietti, Ticketmaster.uk aveva eliminato dal sito tutti i collegamenti alla prevendita. La decisione sembra essere arrivata direttamente da Prince che non ha gradito vedere in distribuzione, su siti non ufficiali, i biglietti per i suoi show a prezzi altissimi e per di più ancor prima dell’inizio della prevendita ufficiale. Il suo disappunto è stato condiviso via Twitter  poche ore dopo, con alcune immagini di avvoltoi.

Adesso tutto è cancellato, ma ci domandiamo come Prince si sarebbe comportato se non fosse successo quello che purtroppo è capitato a Parigi? Chiudere la prevendita a causa dei bagarini ci lascia parecchio perplessi. Sembra quasi debba affrontare un problema “nuovo”. Il sistema di vendita dei biglietti pochi giorni prima dei concerti può sicuramente scoraggiare il bagarinaggio, ma non a debellarlo. Prince deve capire che prima dovrebbe pensare a garantire e proteggere i suoi fans, che poi sono le stesse persone che in alcune situazioni si affidano ai siti non ufficiali proprio perché non riescono a comprarsi i ticket in modo ufficiale. Tutti noi ci domandiamo cosa diavolo aspetta a riaprire un fans club ufficiale con annessa vendita dei biglietti? Inutile ricordare il rimpianto NPG MUSIC CLUB.

Speriamo in un 2016 migliore.

Fonte:
afp.com
konzerthaus.at

 

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Prince in Italia il 15 dicembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano

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Abbiamo scoperto chi era il giornalista italiano invitato a Paisley Park da Prince. Si tratta di Carlo Moretti il quale racconta in un articolo comparso oggi su La Repubblica, la sua avventura a Minneapolis e l’intervista realizzata nel corso del suo incontro con all’artista. Sotto l’articolo preso da repubblica.it

NEWS TOUR

Nulla di ufficiale nel senso che la prevendita non è ancora confermata. Tante voci a partire dalla data dell’inizio del tour che sembra essere posticipata al 24 di novembre sempre a Vienna. Doppi concerti a Londra e Parigi. L’annuncio del concerto di Milano al Teatro degli Arcimboldi e la possibilità che i prezzi dei biglietti oscillino tra i 150 e i 300 euro con zona Vip. La prevendita dovrebbe iniziare venerdì 13 novembre.

TOUR DATES (Tickets on sale 13 Nov)
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AUSTRIA
Vienna, Konzerthaus
24 Nov
149.90, 199.90, 249.90 & 299.90 €
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UK
Glasgow, Royal Concert Hall
27 Nov (2 Shows, 17:00 & 21:00)
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UK
London, Theatre Royal, Drury Lane
29 Nov (2 Shows, 15:00 & 19:00)
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UK
Birmingham, Symphony Hall
1 Dec (2 Shows, 18.30 & 22:00)
£55, £85, £125, £175 plus transaction fee
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NETHERLANDS
Amsterdam, Koninklijk Theater Carré
5 Dec (2 Shows)
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FRANCE
Paris, Opéra Garnier
11 Dec (2 Shows)
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SPAIN
Barcelona, Gran Teatre del Liceu
13 Dec
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ITALY
Milan, Teatro degli Arcimboldi
15 Dec
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BELGIUM
Brussels, Cirque Royal
22 Dec
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DENMARK
2 Shows, Venues TBC
Date TBC
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SWEDEN
Venue TBC
Date TBC
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NORWAY
Venue TBC
Date TBC
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SWITZERLAND
Venue TBC
Date TBC
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GERMANY
Venue TBC
Date TBC

Fonte: housequakecom

 

 

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Prince, la metamorfosi: “Basta sesso, oggi canto anche per i figli dei miei fan”

 

di

Fonte: repubblica.it

Viaggio negli studi di Minneapolis dove l’artista ha presentato il nuovo misterioso tour. Anche una data in Italia: per la prima volta si esibirà solamente con voce e pianoforte

MINNEAPOLIS – L’appuntamento è nel grande studio di Paisley Park alla periferia di Minneapolis. Non ci sono altri dettagli. Anche l’ora fissata per l’intervista cambierà più volte nel corso della giornata: prima le 17, poi le 21, infine saranno le 19. L’ultima email della lunga serie di messaggi in stile caccia al tesoro avverte che durante l’incontro sarà vietato registrare, al bando anche i cellulari, sono ammessi solo carta e penna. Più che amore per il vecchio stile sembra una punta di paranoia. Del resto, se sua maestà Prince chiama e per l’occasione apre le porte della sua casa, non ci si può certo tirare indietro. Sui motivi dell’incontro si brancola nel buio, una sensazione già provata dai giornalisti americani lo scorso agosto per la presentazione del nuovo album intitolato Hit’n’Run, il trentottesimo della carriera dell’artista, 57 anni e oltre 100 milioni di dischi venduti. Ora tocca a noi: “Qualcuno ha idea di cosa succederà stasera?”.

Prince, la metamorfosi: "Basta sesso, oggi canto anche per i figli dei miei fan"

La foto postata da Prince su Twitter

Paisley Park è alla periferia ovest della città, due blocchi di cemento grigi dove nessuno immaginerebbe studi di registrazione, sembra piuttosto una fabbrica di detersivi. Dentro, disseminati su una superficie di 5 mila metri quadrati, ci sono tre studi, due grandi sale da concerti con palchi stracolmi di strumenti e amplificatori, c’è una sala relax molto hippie e psichedelica, due spazi dedicati ai memorabilia del folletto di Minneapolis, compresi vestiti di scena e la moto Honda utilizzata nel film Purple rain.

Si chiama “Prince spotlight: Piano and a Microphone Tour 2015” ed è il ritorno di Prince Rogers Nelson (questo il nome di battesimo) in Europa. Sedici date (in Italia è al Teatro degli Arcimboldi il 15 dicembre) in cui il re del funky si esibisce soltanto con pianoforte e voce. Una versione inaspettata del cantautore di Minneapolis, così come è stata originale la presentazione del tour festeggiata con una piccola performance live e una festa in pigiama negli studi della sua casa discografica, che è anche la sua abitazionedi Carlo Morettimontaggio di Elena RosielloRepTv News, il magazine quotidiano di Repubblica Tv, è in onda ogni giorno alle 19.55 su Repubblica.it e su laEffe, canale 50 del digitale terrestre e 139 di Sky

All’ingresso ci viene consegnata una brochure: “Ecco di cosa si parlerà stasera”. In copertina c’è una foto di Prince e un palcoscenico spoglio con un pianoforte a coda, il titolo recita: ” Prince – Spotlight: Piano & a Microphone”. Sedici date in Europa tra novembre e dicembre di cui una in Italia, il 15 dicembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Per l’entourage di Prince si tratta solo di un piano di lavoro, nemmeno l’organizzatore italiano dei suoi concerti D’Alessandro & Galli conferma, ma al teatro risulta una prenotazione per quella data anche se le prevendite non sono ufficialmente aperte. Non che ce ne fosse bisogno ma il mistero s’infittisce ulteriormente, anche perché risulta difficile immaginare il principe del funky senza ritmo e senza elettricità, spogliato di tutto ciò che l’interno di Paisley Park ci racconta, a cominciare da un grande murales con Prince circondato dai musicisti delle sue band e dai suoi miti passati e viventi: James Brown, Miles Davis, Santana, Otis Redding.

Il colore dominante è ovviamente il viola in tutte le sue gradazioni: alle pareti, sul velluto dei divani e delle poltrone, e non ci si stupirebbe più di tanto neanche se cominciasse a piovere a colori dal soffitto sulle note di Purple rain . Disseminato ovunque, inciso sulle porte o appeso al soffitto come un lampadario, attorcigliato al microfono in cui Prince canterà a tarda sera per un infuocato concerto aperto al pubblico, campeggia il simbolo impronunciabile che utilizzò negli anni Novanta durante la lunga battaglia legale contro la sua casa discografica di allora, la Warner, accusata di averlo reso schiavo. Alla spicciolata arriveranno gli ospiti, in pigiama e vestaglia da camera per la serata pijama party in programma fino a notte fonda. Una volta qui ne hanno organizzato uno con ospiti d’onore i Pearl Jam.

Da lontano si nota per il suo fisico minuto e l’ampia acconciatura afro. Prince arriva vestito completamente di bianco, pantaloni a campana e maglietta, bizzarre infradito con la zeppa nonostante il calzino bianco, la chitarra elettrica a tracolla. Va diretto sul palco, sistema lo strumento per il concerto che terrà tra due ore, siede alle tastiere, comincia a suonare qualcosa e laconico ci chiede: “Cosa volevate sapere?”.

Perché questi concerti solo pianoforte e voce?
“Per diverse ragioni: perché non voglio avere brutte recensioni, per una sfida con me stesso, per non ripetere le cose che faccio da trent’anni soltanto perché mi fanno sentire al sicuro e perché voglio provare cose nuove. Per la prima volta suonerò le mie canzoni su un pianoforte a coda, solo la mia voce nel microfono, nient’altro: nude e ancora più vere, si presentano a chi le ascolta esattamente per quello che sono. Poter cantare in un teatro in cui si ascolta l’eco della tua voce è un’esperienza di pura gioia”.

Difficile immaginare una versione acustica di alcune sue canzoni che conosciamo molto funky ed elettriche.
“Non so mai cosa accadrà quando salgo sul palco, dipende dal luogo e dall’atmosfera che si crea con il pubblico. Per la scaletta penso ad alcune canzoni nate al piano o alle tastiere, a quelle che ho già suonato in questo modo nei miei concerti o a quelle in cui le tastiere giocano un ruolo importante anche nell’originale”.

È nervoso per questo tour inedito?
“Quando la gente paga per vederti non puoi essere nervoso. Non ne hai il diritto”.

Come sono state scelte le città per i concerti?
“Il fattore determinante è stato la presenza di teatri importanti e con una buona acustica, perché il pianoforte e la voce verranno amplificati al minimo”.

Lei sostiene che i giovani artisti non dovrebbero più firmare contratti con le major: cosa dovrebbero fare, invece?
“Le case discografiche non investono più sugli artisti. Una delle ragioni per cui ho deciso di affidare Hit’n’Run alla Tidal di Jay Z è perché ha la struttura in grado di promuovere l’album nel modo giusto. Offre pubblicità e distribuzione capillare nel mondo senza dover spendere molto denaro per questo. Ma il vero problema oggi è essere pagati dalle case discografiche, specialmente nel caso di nuovi artisti. Jay Z è un artista e capisce cosa serve agli artisti, la sua struttura è veloce, le case discografiche sono lente. Se dovessi cominciare oggi continuerei a suonare senza preoccuparmi di firmare un contratto”.

Il digitale ha vinto sul supporto fisico e sull’analogico?
“Non voglio dire che tutto il digitale sia ok. C’erano tante aspettative ma Apple music funziona come le vecchie case discografiche, si comporta come una banca per finanziare il primo disco. Nessuno è diventato ricco con il download, solo le case discografiche e i servizi di downloading ne traggono vantaggi. C’è qualcuno che sa dirmi dove sono finiti i guadagni per i 40 milioni di copie scaricate dell’album di Adele 21? Sono rimasti per gran parte nelle tasche del service provider. Firmare un contratto significa vedere service provider e etichetta che si spartiscono i guadagni, e poi aspettare sei mesi per avere i soldi del downloading. Non ha senso”.

La Tidal di Jay Z è la risposta a tutto ciò?
“Fin qui si è comportato bene, siamo stati tutti già pagati, e in anticipo. (L’impianto audio nello studio comincia a gracchiare e lui commenta ironico: “Ecco cosa succede a parlar male della Apple”). Le case discografiche hanno ucciso la musica: per continuare a vendere dischi hanno messo in campo i contabili, gli avvocati, i produttori da affiancare agli artisti negli studi di registrazione per fare in modo che ripetessero cliché e cose rassicuranti. Per questo il mondo della musica è collassato”.

Oggi nel rock nessuno rischia più, sembra più fantasiosa la scena elettronica.
“Il problema è che oggi nessuno impara più la tecnica, non ci sono più grandi band jazz e fusion. Ma del resto oggi non c’è più nessuno da imitare, non ci sono più i Weather Report o gli Al Di Meola”.

Lei è diventato un testimone di Geova: la sua nuova fede influenza la scrittura dei testi, in passato molto espliciti e sexy?
“La fede ha influenzato il mio modo di dire le cose, spingendomi a scrivere cose vere in un modo più sincero, conciso e diretto; a pensare molto di più ai dettagli. Per quanto riguarda il sesso, non è la religione a influenzarmi, semmai il fatto che nel mio pubblico oggi ci sono anche i figli dei miei vecchi fan, che nel frattempo hanno messo su famiglia. La platea è diventata più grande, preferisco essere più sfumato rispetto a certi temi”.

“Baltimore”, il brano contro i recenti omicidi razzisti in Usa, ha sorpreso anche per la sua scelta di impegnarsi. Cosa si può fare contro queste violenze?
“Non credo di essermi impegnato solo ora, ci sono tonnellate di miei testi sociali, basta ascoltare brani come Judas smile o Golden parachute. Non ho nessuna formula da suggerire contro le violenze, la gente viene uccisa in strada e nulla accade, penso che tutto ciò risponda alla regola “causa ed effetto”. Ascoltate il nuovo brano di Krs One Drugs won, parla proprio di questo. Causa ed effetto fu anche quando il produttore discografico della Columbia Clive Davis mi disse: ” Non ti abbiamo fatto fare questo disco per arricchirti, per quello ci sono i live””.

Crede dunque che ci sia un problema razziale anche con l’industria discografica?
“Abbiamo sempre avuto problemi. Gli U2 non hanno problemi con la loro casa discografica, la amano. Ma Sam Cooke è morto a causa delle etichette discografiche e anche Otis Redding”.

Incontro finito, è tempo di pigiama party. Al Paisley Park sono vietati gli alcolici, si bevono succhi e acqua minerale, non si può fumare neanche all’aperto, dove la temperatura è scesa vicina allo zero. La musica però è superlativa e si spera sempre di poter incontrare il Principe.

Confermato il “Prince Spotlight: Piano & A Microphone Europe Tour”

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Era da qualche giorno che se ne parlava, ma solo oggi è arrivata la conferma del tour Europeo di Prince.
La notizia giunge dopo un fine settimana interessante e pieno di eventi a Paisley Park. Due serate live, con gli show di Prince, il listening dell’album Oui Can Luv di Andy Allo e un incontro con i giornalisti. Per quanto riguarda le esibizioni si è trattato di due brevi concerti della durata di circa un’ora dove Prince è stato accompagnato in entrambe le occasioni da Kirk Johnson (drums), MonoNeon (bass) e Donna Grantis (guitar).  Adrian Crutchfield (saxophone) invece ha suonato solo nelle prima serata.  I fortunati che hanno presenziato ai concerti, che ricordiamo erano aperti al pubblico, ci descrivono un Prince in gran forma come pure i musicisti della band (sotto un video condiviso su YouTube registrato durante la seconda serata). L’ascolto di Oui Can Luv è avvenuto sabato sera poche ore prima che l’album venisse condiviso anche su Tidal. Quello che però ha attirato l’attenzione dei fans è stata, oltre alla notizia che Prince non si è presentato solo, ma accompagnato da una splendida ragazza, è stato l’incontro con i giornalisti tra i quali c’era anche un rappresentante italiano. La riunione, testimoniata con una foto poi condivisa su twitter, è stata organizzata con i rappresentanti della carta stampa proprio per ufficializzare il tour che inizierà il prossimo 21 novembre da Vienna per concludersi il 22 dicembre a Bruxelles.  Prince si esibirà esclusivamente in teatro, da qui il nome “Prince Spotlight: Piano & A Microphone” accompagnato probabilmente dai soli musicisti che lo hanno affiancato nei suoi recenti rehearsal organizzati a Paisley Park.  Previsti spettacoli in parecchie nazioni, Italia compresa. Questo l’elenco che viene indicato nell’articolo che è comparso questa mattina sul sito del elpais.com scritto da uno dei giornalisti che hanno partecipato all’incontro.

Austria – Vienna, Konzerthaus – 21 Novembre
Spagna – Barcellona
UK – Londra
UK – Glasgow
UK – Birmingham
UK – Liverpool
Danimarca (2 Shows)
Svezia
Olanda – Amsterdam
Norvegia
Svizzera
Italia
Germania
Francia – Parigi
Belgio – Bruxelles – 22 Decembre

Non abbiamo ulteriori informazioni, ma visto la vicinanza dell’inizio del tour, sicuramente nelle prossime ore arriveranno le conferme definitive con l’elenco completo di date e location.  Il promotor italiano è D’alessandro e Galli che già qualche giorno fa aveva pubblicato un’immagine che ci aveva fatto intuire qualcosa.  Ora attendiamo solo la conferma delle date.  Rimanete collegati per le news che non tarderanno adarrivare.

Fonte:
elpais.com

 

 

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