Originals, il nuovo album di Prince con le canzoni originali scritte per altri cantanti

Un arrivo un nuovo album di Prince, intitolato Originals. Non si tratta di un vero e proprio disco, ma di una raccolta di canzoni in versione originale che l’artista di Minneapolis ha registrato in studio prima di “donarle” ad altri artisti. Le tracce sono state selezionate da Troy Carter e da Jay-Z che avrà l’esclusiva del disco sulla sua piattaforma streaming Tidal a partire dal 7 giugno. I non abbonati dovranno attendere il 21 giugno.

Questo l’elenco delle canzoni.

1. Sex Shooter Apollonia 6: Apollonia 6 – 1984 / 1983
2. Jungle Love The Time: Ice Cream Castle – 1984 / 1983
3. Manic Monday The Bangles: Different Light – 1985 / 1984
4. Noon Rendezvous Sheila E.: The Glamorous Life – 1984 / 1984
5. Make-Up Vanity 6: Vanity 6 – 1982 / 1981
6. 100 MPH Mazarati: Mazarati – 1986 / 1984
7. You’re My Love Kenny Rogers: They Don’t Make Them Like They Used To – 1986 / 1982
8. Holly Rock Sheila E.: Krush Groove (OST) – 1985 / 1985
9. Baby, You’re a Trip Jill Jones: Jill Jones – 1987 / 1982
10. The Glamorous Life Sheila E.: The Glamorous Life – 1984 / 1983
11. Gigolos Get Lonely Too The Time: What Time Is It? – 1982 / 1982
12. Love… Thy Will Be Done Martika: Martika’s Kitchen – 1991 / 1991
13. Dear Michaelangelo Sheila E.: Romance 1600 – 1985 / 1985
14. Wouldn’t You Love to Love Me? Taja Sevelle: Taja Sevelle – 1987 / 1981
15. Nothing Compares 2 U The Family: The Family – 1985 / 1984

Per i collezionisti del vinile, attenzione alle TRE versioni che saranno stampate:

ORIGINALS (2LP) Exclusive Limited Edition White Vinyl (disponibile sul sito ufficiale)
ORIGINALS (DELUXE) (1CD+2LP) Purple Vinyl
ORIGINALS (2LP)

Link:
citypages.com
superdeluxeedition.com

 

 

Legacy Reissue Vinyl Bundle (2004-2007)

Disponibile su store.princeestate.com il preordino di tre album di Prince che la Sony Legacy Recordings distribuirà a partire dal prossimo 6 febbraio 2019. Musicology (2 Purple LP), 3121 (2 Purple LP) e Planet Earth (Purple LP) sono i tre titoli scelti. Oltre a questi c’è la possibilità di ordinare altri interessanti articoli e memorabilia tutti legati al periodo che va dal 2004 al 2007: T-shirt, Tour Book, poster e litografie. 

Link: store.princeestate.com 

3121: The Movie o Lotusflow3r: The Movie

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Oltre che cantante, musicista, produttore e ottimo ballerino, Prince si è divertito anche nel voler fare l’attore e lo sceneggiatore. I risultati sono stati buoni, ottimi come in Purple Rain (1984), ma altresì pessimi come nel caso di Graffiti Bridge (1990), esempio ancor più terribile di Under The Cherry Moon (1986), film che si era aggiudicato alcune nomination ai Razzie Award. Titoli conosciuti da un pubblico globale, lontano però dal sapere dell’esistenza di alti progetti video voluti da Prince, alcuni di questi mai distribuiti. Se da una parte ci sono titoli come The Ryde Dyvine, The Sacrifice Of Victor o The Art Of Musicology, quest’ultimo trasmesso da MTV nel 2004 in occasione della presentazione del disco Musicology, dall’altra parte abbiamo esempi che sono rimasti incompleti o abbandonati come The Second Coming e Life O The Party. In questo secondo gruppo troviamo anche 3121: The Movie.

3121 è l’album che Prince pubblicò nel 2006. Dodici brani scritti e composti tra la fine del 2004 e i primi mesi di quell’anno, eccetto che per The Dance datata 1999 ed anticipata in alcune pubblicazione audio fatte attraverso il sito NPG Music Club e nel digital album The Chocolate Invasion (2004). Tutte canzoni registrate e riarrangiate tra gli studi di Paisley Park Studios e l’home studio allestito in 3121 Antelo Rd. di Los Angeles, l’allora abitazione del cantante e della moglie Manuela Testolini. Da qui il nome dell’album.

Il titolo sul CD riporta 3121: The Music. Inizialmente non si fece caso alla scritta. Solo i più acuti fantasticarono su di un probabile secondo capitolo, un possibile 3121: The Movie. Questi trovarono conferma il 3 aprile del 2011 quando Cameron Pearce mise in circolazione un breve filmato della durata di un minuto e trenta secondi, che terminava con un esplicito “Coming Soon”. Si pensò subito a 3121 perché le immagini proposte nel trailer mostravano la residenza di Los Angeles allestita in occasione dei party che Prince organizzava, ma soprattutto perché la maggior parte del scene erano accompagnate dalle musiche di 3121.  A quanto pare Prince aveva fatto realizzare un film o, più probabilmente, un documentario musicale. Forse la combinazione di alcuni video collegati da un racconto a promozione di quell’album. Le perplessità iniziali erano per l’intro realizzato con le note di Guitar, brano che sarà inserito solo nell’album successivo, Planet Earth del 2007. In realtà, facendo una veloce ricerca, si scopre che la canzone è stata registrata alla fine del 2004 e concessa al pubblico attraverso le pagine del sito 3121.com. Continuando nella descrizione, si intravedono anche delle sequenze di A Million Days, video mai rilasciato ufficialmente, nel quale si riconosce Liza Hernandez, la bella modella panamense, scelta probabilmente come protagonista di 3121 The Movie. Prince e Lisa si erano conosciuti a Panama City, quando il cantante si trasferì per completare The Amo Corazon, uno dei brani dell’album. Prince rimase particolarmente affascinato dalla città tanto che le dedicò una canzone, quella Streets Of Panama che inizialmente fu inserita nella tracklist dell’album, ma poi tolta per rimanere tuttora unreleased. Inoltre lo si vede camminare in alcune vie di una città dalle classiche caratteristiche sud americane. Altro indizio che lo collega a Liza Hernandez e al perché di quella scelta. Oltre a loro si distinguono DJ Rashida, l’attrice Jennifer Gordon e le ballerine The Twins.

Mistero anche per il nome del regista. Anche se il video fu diffuso da Cameron Pearce, non è sicuro che sia lui il regista. La cosa non è confermata ed anche un po’ sospetta, perché i video dei singoli scelti per promuovere 3121 (Black Sweat e Fury), quelli di Planet Earth (Guitar) ed anche  quello girato per $, brano contenuto in Lotusflow3r, annunciato ma mai condiviso, sono diretti da Sanaa Hamri.

Questo ci porta ad una nuova storia e cioè che le scene del film girate nel 2005/06 da Sanaa Hamri sono state successivamente riadattate per quello che doveva essere il Lotusflow3r: The Movie. Sembra che nel 2009 il filmato, o quello che ne era rimasto, sia stato trasformato, con l’aggiunta di nuove scene, e rinominato per poi essere messo in condivisione in occasione dell’apertura del sito dedicato all’album. All’ultimo momento però fu tolto. Testimonianze parlavano di una versione in DVD and Blu-Ray già pronta per la distribuzione con tanto di poster per gli store. Alcuni fortunati fans lo videro trasmesso in occasione del launch party di Lotusflow3r. Perché eliminarlo? Possibile che Sanaa Hamri, saputo della cosa, sia venuta a battere cassa?

La possibilità che le immagini siano state riutilizzate ha comunque fondamento, perché parte delle canzoni di Lotusflow3r sono state registrate nello stesso periodo se non nelle stesse sessioni. Un esempio sono 3121, From The Lotus …, … Back 2 The Lotus, Love Like Jazz, Wall Of Berlin, Planet Earth e Guitar, tutte canzoni incise con Michael B. alla batteria e Sonny T. al basso nell’arco di una notte di novembre 2004. Inoltre nell’introduzione di 3121 la voce distorta fa riferimento a “From the lotus flower…” e termina con  “It’s going down… like the wall of Berlin”, esplicito richiamo alla canzone Wall Of Berlin, anche questa contenuta in Lotusflow3r. Altro collegamento è The Morning After, canzone che Prince inserì nella prima realise di 3121, ma che eliminò per poi riprenderla per Lotusflow3r.

Un intreccio di storie, canzoni e liriche che possono spiegare il possibile recupero del materiale di 3121: The Movie per Lotusflow3r: The Movie. Forse in Prince c’era il desiderio di realizzare un documentario a testimonianza di un ottimo periodo creativo, quello tra il 2004 e il 2009, e di raccontare com’erano nati gli album di quel ciclo, precedenti a 20Ten (2010) e all’arrivo delle 3rdEyeGirl. Forse non sapremo mai cosa sia successo realmente, il perché di questi cambiamenti o quello che realmente aveva in mente Prince. Fatto sta che a noi rimane solo, e non è poco, la musica ed un filmato che con quei pochi secondi ci fa comunque sognare e viaggiare con l’immaginazione.

Fonte: princevault.com

 

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Con Prince 1+1+1 non faceva solo 3

Non possiamo di certo classificarla come un’ossessione, sarebbe una valutazione sproporzionata, ma la mania di Prince per i numeri è qualcosa di tanto inusuale quanto originale. È la loro frequente presenza nei titoli e nei testi delle sue canzoni che ci porta a dichiarare una cosa simile. Interi, frazionari, ordinali, equazioni, semplici cifre, a volte anche scritti o utilizzati anche per sostituire parole e preposizioni. La storia, ma soprattutto la fantasia di Prince, si è manifestata anche attraverso tali elementi.

Potremmo introdurvi in questa sorta di modello matematico partendo dal lontano 1975 e dai 94 East, gruppo di Pepé Willie, musicista con il quale Prince cominciò a fare le prime collaborazioni come strumentista di supporto negli studi della Sound 80 di Minneapolis. Noi però vogliamo cominciare la sequenza numerica dal suo album 1999, per poi arrivare al suo ultimo progetto, quel Hitnrun che probabilmente doveva completarsi con la Phase Three, ma che purtroppo si è interrotto al Phase One e al Phase Two. Attraverso i trentatré anni trascorsi tra questi suoi lavori, abbiamo avuto modo di ascoltare Rave Un2 The Joy Fantastic, The Vault… Old Friends 4 Sale ma anche 3121, 20ten e Lotusflow3r. Tutti album che contenevano un numero nel titolo.  Anche il nome della sua prima raccolta postuma, 4ever, contiene quel 4 che spesso Prince utilizzava per sostituire il tradizionale “FOR”.

Negli anni ’80 Prince creò i Madhouse, una sorta di progetto parallelo ai The Revolution.  La caratteristica comune a tutte le loro canzoni era, oltre che essere solo brani strumentali, il titolo. Solo numeri. I due album pubblicati si chiamavano 8 e 16 e in ciascuno di questi si trovavano otto canzoni, nominate con One, Two, Three e via di seguito, sino all’ultima traccia del secondo album che era Sixteen. Tutti numeri interi che però sui b-side dei singoli come Ten o Thirteen si frazionavano per diventare Ten And ½ o Thirteen And ¼. Era pronto anche un terzo album, che guarda caso si doveva intitolare 24, ma il progetto svanì. La prima traccia di quel disco, 17, fu comunque pubblicata nel 1994 in una compilation voluta da Prince come celebrazione degli artisti della sua etichetta Paesley Park Record. La raccolta si intitolava 1-800 New Funk. Altro disco, altri numeri.

 

Negli stessi anni, la fantasia matematica di Prince non si fermò ai soli Madhouse. Troviamo esempi di brani scritti per altri artisti, ma anche per se stesso. Abbiamo 100 MPH per i Mazarati e la ben più celebre 777-9311 per l’amico Morris Day dei The Time.  Con Sheila E. scrisse e suonò Romance 1600, mentre a Sheena Easton regalo’ 101, inserita nell’album The Lover In Me. L’equazione matematica 3 x 2 = 6 era il titolo di una delle canzoni per le Vanity.  4 Lust doveva essere, perché mai pubblicata, un duetto con la biondissima Jill Jones, mentre nel disco I’m Ready di Tevin Campbell c’era l’emblematica quanto curiosa Paris 1798430, scritta con lo pseudonimo di Paisley Park. Prince come sappiamo non partecipò  all’incisione di We are The Word, ma nella compilation dedicata all’evento troviamo una sua canzone dal titolo 4 The Tears In Your Eyes.  Sul retro del singolo Batdance c’è 200 Balloons mentre su quello di Days Of Wild c’è un’altra equazione dal titolo 1+1+1 Is 3, presente nell’album The Rainbow Children del 2001. Uno dei b-side più celebri è sicuramente quello di When Doves Cry dove abbiamo 17 Days. La canzone, con i suoi inconfondibili loop di chitarra elettrica contaminata dalla psichedelica, un paio di anni dopo sarà nuovamente scelta, come retro per il singolo di Girls & Boys. 7 è stato un singoli di Prince con i New Power Generation, come pure Girl 6, presente nella colonna dell’omonimo film di Spike Lee, realizzata completamente con canzoni di Prince.  Nel Crystal Ball troviamo 2morrow ed anche 18 & Over, mentre in The Gold Experience c’era 319.

Di esempi dove il 4 sostituisce il già citato “FOR” o il 2 rimpiazza il “TO”, ne abbiamo a bizzeffe. Ci sembra doveroso ricordare i più conosciuti, come When 2 R In Love di Lovesexy, Money Don’t Matter 2 Night o il caso congiunto in 2 Nigs United 4 West Compton, che si ascolta nel The Black Album.  Pearls B4 The Swine la troviamo in One Nite Alone…  ed in questi giorni, dove si parla di un probabile nuovo album con inediti,  la canzone scelta per anticipare il progetto è Nothing Compares 2 U.

77 Beverly Park, brano che troviamo in Lotusflow3r, non è nient’altro che il nome dato all’home studio allestito nella villa che Prince affittò a Beverly Hills (2008-2009), nel quale completò l’album. Cosa analoga per 3121, il numero che da il titolo al suo album del 2006. Lo si vede per la prima volta sulla giacca che Prince indossava in occasione della sua esibizione hai 36 ° NAACP Image Awards del 19 marzo 2005. Solo dopo si scoprì che quella cifra non era nient’altro che il numero civico della sua villa in affitto a Los Angeles, 3121 Antelo Rd.

Alcune di queste canzoni “numeriche” si conoscono, ma non sono mai state pubblicate ufficialmente.  1, 2 fu distribuita esclusivamente attraverso le condivisioni del NPG Music Club. Durante i concerti del Musicology Tour 2004, Prince spesso interpretava 12:01, anche questa canzone mai pubblicata ufficialmente. Da quello che sappiamo, sembra che 12 Keys sia la versione strumentale di quella che poi è diventata The Question Of U.  Storia curiosa invece quella di 1010, canzone inedita, probabilmente scritta e registrata nel periodo 1994/95 nei Paisley Park Studio di Chanhassen. Non si sapeva nulla di questa canzone sino a quando il manoscritto del testo non è stato esposto nelle teche della mostra My Name Is Prince dello scorso anno organizzata all’O2 Arena di Londra. La cosa divertente è che il 1010 potrebbe essere interpretato come l’abbreviazione o la stenografia di (Rin) TinTin parola riportata in un strofa della canzone: “If u ask the Lone Ranger Rin Tin Tin (1010)”. Chissà se 1010 ha qualche relazione con un’altra canzone dal titolo 2020, inizialmente scritta e cantata con Mayte per l’album Emancipation, ma anche questa chiusa in cassaforte

LONDON, ENGLAND – OCTOBER 26: Prince memorabilia on display at the O2 Arena on October 26, 2017 in London, England. (Photo by Jo Hale/Getty Images)

In The Truth, album classificato come il primo acustico di Prince e distribuito in allegato al Crystall Ball, troviamo il titolo che probabilmente ha ispirato  il nome delle 3rdEyeGirl gruppo composto da Ida Nielsen, Hannah Ford e Donna Grantis, che ha accompagnato Prince dal 2012 sino al 2014. Parliamo di 3rd   combinazione tra un numero e un simbolo, altra prerogativa stilistica che spesso Prince utilizzava nello scrivere liriche o i suoi messaggi. Anche nei suoi ultimi album ci sono canzoni con titoli contrassegnati da numero: Phase One, accoglie 1000 X’s & O’s, che nella versione originale incisa ben ventitré anni prima si intitolava A 1,000 Hugs And Kisses, mentre in Phase Two si trova 2 Y. 2 D, possibile acronimo di 2 Young 2 Dare o di Too Young To Dare.

Tra i titoli più curiosi c’è 3 Nigs Watchin’ A Kung Fu Movie. Questa canzone fu una di quella che il pubblico presente alla Celebration del 2000, votò come brano da inserire in quello che doveva essere il Crystal Ball Volume II. Il seguito del Crystal non venne mai alla luce.

Source: The Vault

 

Compilation disponibile su Spotify con alcune delle canzoni citate nell’articolo

 

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“Nothing Compares 2 U”. La versione originale di Prince per annunciare nuovo sito e prossimo album di inediti

Una versione poco conosciuta, quella originale di Nothing Compares 2 U registrata da Prince nell’estate del 1984 negli studi non professionali della The Flying Cloud Drive Warehouse, è stata pubblicata in occasione del lancio di un nuovo sito princeestate.com dedicato alla discografia dell’artista, organizzato dai curatori dell’eredità di Prince e dalla Warner Music. La canzone, ai tempi scritta da Prince per St. Paul Peterson e la sua band The Family, è la stessa portata alla celebrità mondiale nel 1990 con la versione cantata da Sinead O’Connor.  Il brano anticipa anche quello che è stato annunciato come il primo album postumo di Prince, che sarà pubblicato il prossimo 28 settembre. Il progetto, curato da Michael Howe e Troy Carter che è anche direttore di Spotify, conterrà solo inediti, i brani più speciali tra i tanti recuperati dall’archivio di Paisley Park Studios.  Disponibili anche due versioni in vinile 7’’: una come picture disc ed una tradizionale nera. Quella in vinile viola era disponibile solo in poche copie all’ Electric Fetus di Minneapolis, in occasione del recente Record Store Day

Condiviso anche il video ufficile della canzone, visibile sul canale YouTube di Prince. Le immagini sono quelle riprese durante alcune prove di scena fatte proprio The Flying Cloud Drive Warehouse.

 

 

Black Muse. Quando Prince accosta bellezza ed orgoglio razziale

damarislewis.com

La maggior parte del pubblico lo conosce per i suoi falsetti, urletti e canzoni sensuali, ma sappiate che Prince era ben altro. Uno dei pochi musicisti con più sfaccettature, evidenti in alcuni situazioni, più nascoste in altre. Non camaleontico. A noi piace dire caleidoscopico. Riflessi di suoni, immagini e parole, che potevano sembrare sempre uguali, ma che in realtà erano profondamente diversi e unici. Si, gli argomenti trattai nei suoi testi erano principalmente amore, passione e sentimenti, ma tra la tante canzoni troviamo anche quelle dove cantava di problematiche sociali complesse, spesso collegate alla comunità afroamericana. Prince sin da inizio carriera ha sviluppato una coscienza critica e acuta nei confronti della società e di tutto quello che la caratterizza, nel bene e nel male. Dichiarazioni pubbliche come quelle rilasciate in occasione dei Grammy del 2015 “ … albums still matter. Like books and black lives, albums still matter. Tonight, and always” possono lasciare perplesso i più disattenti, ma non chi lo conosceva bene. Mettere in relazione la musica, l’importanza dei libri, e di conseguenza dell’istruzione, e la vita delle persone, soprattutto quelle afroamericane, è una cosa importante e deve continuare ad esserlo. Di testimonianze scritte e cantate ne abbiamo a decine. Dal capolavoro assoluto di Sing O The Time (1987), preceduto da canzoni come Partyup (1980) e Ronnie Talk to Russia (1981) che hanno anticipato Money Don’t Matter 2 Night (1991), We March (1995), Cinnamon Girl (2004) e Dreamer (2009) sino ad arrivare a Baltimore e Black Muse (2015). Quest’ultime fanno parte entrambe del suo ultimo album, quel Hitnrun Phase Two (2015) scritto e prodotto in un periodo particolare della storia degli Stati Uniti, dove c’era un presidente di colore ed un problema razziale che era ritornato prepotentemente d’attualità con episodi come quelli raccontati in Baltimore. Peculiarità e contesti che rendevano l’album politicamente attuale. Se in Baltimore Prince racconta la cruda cronaca dell’omicidio di Freddie Gray, con Black Muse i toni si fanno più leggeri, ma comunque di lodevole importanza. L’origine etimologica della parola musa è ben conosciuta e risale sin dai tempi dell’antica Grecia. Divinità del canto e della danza, da sempre considerata fonte d’ispirazione per il lavoro di artisti e non solo. Spesso si sente dire che chi perde la musa ispiratrice, che sia rappresentata in forma fisica o come un ideale, smarrisce la propria capacità creativa.

Molteplici le interpretazioni che possiamo dare ad una musa, se accostate al mondo di Prince. La prima cosa che ci viene spontaneo pensare è qualcosa di sensuale e femminile. D’altra parte Prince si è sempre circondato di artiste o pseudo artiste, dalle quali è riuscito a carpire ispirazioni per musiche e canzoni. Considerando gli episodi più rappresentativi, subito ci vengono in mente lo storiche The Revolution, Lisa Coleman e Wendy Melvoin, per poi arrivare a Shela E. sino alle più recenti Janelle Monáe, Támar Davis, Judith Hill e Andy Allo. Ognuna di loro ha influenzato in modo differente personalità e vita professione di Prince. Nel caso di Black Muse l’impressione è che Prince abbia sradicato i significanti classici, quelli rappresentati della mitologia greca per dare una nuova e personale connotazione: quella della musa intesa come orgoglio, in questo caso black, delegata a rappresentare tutto quello che di positivo ed importante ci sarà, e c’è stato, nella storia della società americana ad opera degli afroamericani.

Prince dedica Black Muse ad una giovane ragazza afroamericana che è stata presumibilmente la sua musa negli ultimi anni di vita. Parliamo di Damaris Lewis, bellissima ballerina, modella e presentatrice che spesso si vedeva al fianco di Prince. Dopo aver iniziato a frequentare i corsi di danza alla celebre Fiorello H. LaGuardia High School of Music & Art di New York, Lewis abbandona gli studi perché messa sotto contratto da una celebre agenzia di modelle. Da qui l’inizio di una fortunata carriera nel campo della moda, con sfilate, servizi e copertine. A tutto ciò si aggiungono piccole partecipazioni in qualche film, inviti come speaker in programmi sportivi ed anche collaborazioni per The Africa Channel, dove presenta Behind The Symbol: Music Special, reportage dedicato a Prince e al suo Welcome 2 America – 21 Night Stand al Los Angeles Forum del 2011. È Prince che chiede di incontrarla nel 2010. Diventano subito grandi amici. Nulla di sentimentale, così dichiarano, solo una forte complicità, intesa ed armonia. Prince la invita come ballerina per il Welcome 2 Australia Tour e per il Welcome to Chicago Tour del 2012. Lo accompagna in occasione dell’esibizione al Jimmy Kimmel Show (2012) e allo spettacolo del SXSW ad Austin (2013). E’ con lui sul palco del Montreux Jazz Festival nel 2013. Spesso si vedevano a bordo campo durante le partite di basket, o come è accaduto nel 2014, sulle tribune del Roland Garros a Parigi. C’era anche a Paisley Park il giorno dopo la morte di Prince. In una video intervista online al magazine The Root, Lewis dichiara: “I‘ve never said this on camera, but Black Muse, he wrote that for me”.

La preferenza di una figura femminile come quella di Damaris Lewis, è una scelta mirata che deve essere interpretata come un chiaro esempio artistico da prendere come riferimento, lei, come qualsiasi altro personaggio o artista che ha qualcosa di importante da comunicare. Dimostrazioni concreti che possono essere fonte d’ispirazione per le giovani generazioni, soprattutto quelle afroamericane. Non è un compito semplice. Lo dice lo stesso Prince all’inizio della canzone. C’è tanto da fare, per lui e per la stessa musa, ma tutto è pronto e propizio per un nuovo giorno che sta sorgendo.

Black Muse can I talk to you
What I got to share is mighty good news
A brand new day is dawning
But you and me know what to do
(So much work to do)

Prince non demorde e come fece in occasione del Grammy del 2015 ricorda che la musica, soprattutto quella black come il Blues, il Rock and Roll ed il Jazz, sono chiare dimostrazioni di sopravvivenza e longevità della cultura nera. Gli afroamericani hanno creato qualcosa di eterno che resiste di generazione, in generazione. Per Prince questa musica deve essere una testimonianza che rappresenta la loro forza collettiva. Ulteriore stimolo ed orgoglio per le giovani generazioni.

Black Muse we gonna make it through
Surly people that created rhythm and blues
Rock and roll and jazz
So you know we’re built to last
It’s cool, it’s cool, it’s cool
(Black Muse)

A sottolineare questo pensiero, la scelta di suonare, non solo Black Muse, ma tutto l’album, con una perfetta e magistrale miscela di blues, funk, jazz, gospel e soul, le musiche che più lo hanno rappresentato e che rappresentano la sua comunità. A questo si aggiungono ricchi arrangiamenti estetici e strumentali, fatti con trombe, sax tenore e un trombone. Sette minuti di esplosione emotiva.

Ma la storia di questa canzone non si chiude qui. Non tralasciamo quelli che sono aneddoti interessanti da conoscere. C’è chi dichiara che Prince abbia impostato la struttura compositiva della canzone prendendo come esempio la famosa canzone This Christmas (1970) di Donny Hathaway. Si, un minimo di somiglianza la si può apprezzare, ma capire se veramente è stata fonte d’ispirazione, difficile dirlo. Altra curiosità. La versione dell’album in realtà è l’unione di due canzoni: Black Muse e 1000 Lightyears Away. L’ascoltatore lo intuisce al minuto 4:55 quando armonia e ritmo cambiano rispetto la prima parte della canzone. Perché questo? Unico collegamento possibile le liriche, che continuano ad annunciare un futuro migliore del presente, vissuto però da qualche altra parte, lontano anni luce da qui.

Now that I got your attention
I think it’s ‘bout time I mention
The reason why I wrote this song
Like a UFO sighting
From my heart I am writing
The next close encounter
Tell me how long
Will it be on land or near the water
Will it produce the sun or the black moon daughter
Or a pillow covered with all our tears
1000 light years away from here
(1000 light years from here)
1000 light years away from here
(1000 light years from here)

Come già accennato Black Muse fa parte di Hitnrun Phase Two , album pubblicato nel dicembre del 2015. La versione edit da 3.51min, disponibile solo sulla piattaforma Tidal, è stata scritta alla fine del 2010, l’anno dell’incontro con Damaris Lewis e del Welcome 2 America Tour. La data iniziale di quel tour si tenne a East Rutherford, New Jersey, USA il 15 dicembre. La prima canzone cantata in quel concerto, quindi la prima del tour fu proprio Black Muse. Per risentirla suonata dal vivo una seconda ed ultima volta, bisognerà attendere il concerto del 14 aprile del 2016 al Fox Theatre di Atlanta. Il suo ultimo concerto ufficiale.

Fonte e link:
princevault.com
damarislewis.com
springer.com

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