Originals, il nuovo album di Prince con le canzoni originali scritte per altri cantanti

Un arrivo un nuovo album di Prince, intitolato Originals. Non si tratta di un vero e proprio disco, ma di una raccolta di canzoni in versione originale che l’artista di Minneapolis ha registrato in studio prima di “donarle” ad altri artisti. Le tracce sono state selezionate da Troy Carter e da Jay-Z che avrà l’esclusiva del disco sulla sua piattaforma streaming Tidal a partire dal 7 giugno. I non abbonati dovranno attendere il 21 giugno.

Questo l’elenco delle canzoni.

1. Sex Shooter Apollonia 6: Apollonia 6 – 1984 / 1983
2. Jungle Love The Time: Ice Cream Castle – 1984 / 1983
3. Manic Monday The Bangles: Different Light – 1985 / 1984
4. Noon Rendezvous Sheila E.: The Glamorous Life – 1984 / 1984
5. Make-Up Vanity 6: Vanity 6 – 1982 / 1981
6. 100 MPH Mazarati: Mazarati – 1986 / 1984
7. You’re My Love Kenny Rogers: They Don’t Make Them Like They Used To – 1986 / 1982
8. Holly Rock Sheila E.: Krush Groove (OST) – 1985 / 1985
9. Baby, You’re a Trip Jill Jones: Jill Jones – 1987 / 1982
10. The Glamorous Life Sheila E.: The Glamorous Life – 1984 / 1983
11. Gigolos Get Lonely Too The Time: What Time Is It? – 1982 / 1982
12. Love… Thy Will Be Done Martika: Martika’s Kitchen – 1991 / 1991
13. Dear Michaelangelo Sheila E.: Romance 1600 – 1985 / 1985
14. Wouldn’t You Love to Love Me? Taja Sevelle: Taja Sevelle – 1987 / 1981
15. Nothing Compares 2 U The Family: The Family – 1985 / 1984

Per i collezionisti del vinile, attenzione alle TRE versioni che saranno stampate:

ORIGINALS (2LP) Exclusive Limited Edition White Vinyl (disponibile sul sito ufficiale)
ORIGINALS (DELUXE) (1CD+2LP) Purple Vinyl
ORIGINALS (2LP)

Link:
citypages.com
superdeluxeedition.com

 

 

Legacy Reissue Vinyl Bundle (2004-2007)

Disponibile su store.princeestate.com il preordino di tre album di Prince che la Sony Legacy Recordings distribuirà a partire dal prossimo 6 febbraio 2019. Musicology (2 Purple LP), 3121 (2 Purple LP) e Planet Earth (Purple LP) sono i tre titoli scelti. Oltre a questi c’è la possibilità di ordinare altri interessanti articoli e memorabilia tutti legati al periodo che va dal 2004 al 2007: T-shirt, Tour Book, poster e litografie. 

Link: store.princeestate.com 

17 Days, il più celebre B side di Prince, conquista il lato A

Splendido regalo quello allegato con l’ultimo numero di Rolling Stone Magazine edizione tedesca. Si tratta di un vinile, un 7” con due canzoni di Prince: 17 Days sul lato A e 1999 come lato B. Il perché di questo esclusivo omaggio è legato alla recente pubblicazione di Piano & A Microphone 1983, il primo album postumo del cantante uscito lo scorso 21 settembre. La scelta della canzone non è casuale visto che 17 Days è il titolo che apre questo disco, una bellissima raccolta di brani interpretati esclusivamente da Prince al pianoforte in occasione di alcune prove realizzate e registrate in quello che era il suo home studio in quel periodo.

Anche se in questa circostanza si aggiudica il prestigioso lato A, 17 Days rimane uno dei più noti ed apprezzati B side. Il 16 maggio del 1984 veniva pubblicato When Doves Cry, il singolo che anticipava l’uscita di Purple Rain. Il lato B di quel disco era proprio 17 Days. Non faceva parte del celebre album e mai apparve nelle configurazioni che precedettero quella definitiva. Con il passare degli anni la canzone raggiunse una certa popolarità tra i fans, tanto da convincere Prince a suonarla occasionalmente ai suoi concerti.

Dietro questo titolo troviamo una breve e curiosa storia a partire da ciò che si legge sull’etichetta di quel singolo del 1984. Se When Doves Cry era accreditata esclusivamente a Prince, 17 Days invece riportava, oltre che al nome dell’autore, quello di Lisa Coleman e Wendy Melvoin, ossia Wendy e Lisa e del tastierista Matt “Doctor” Fink. A tutti gli effetti questo fu il primo brano pubblicato a nome di Prince and The Revolution. Anche il titolo racchiude una curiosità perché quello completo e depositato al copyright è 17 Day (the rain will come down, then U will have 2 choose. If U believe look 2 the dawn and U shall never lose). Il più lungo titolo che il cantante abbia mai fatto registrare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto ha iniziato nell’agosto del 1983 tra le mura del The Warehouse di St Louis Park. Prince ed i futuri The Revolution, si trovavano in quel magazzino allestito a studio di registrazione, per delle prove. Stavano lavorando ad alcune nuove tracce per quello che sarebbe diventato il loro più famoso album, Purple Rain. Queste occasioni era sfruttate da Prince anche per sperimentare nuove produzione da poter utilizzare per i The Time o per gli artisti che gravitavano nel suo piccolo universo musicale.

Fu un’improvvisazione di Lisa e Wendy che catturò la sua attenzione. “Abbiamo iniziato a fare jamming su questo sound” racconteranno alcuni anni dopo le due musiciste. “A Prince piacque molto e cominciò a canticchiare qualche strofa. Ci lavorammo tutto il pomeriggio. Il giorno dopo arrivò con il testo di nuova canzone. Chiese a Brenda Bennett, delle Vanity 6 di registrare il vocale”.  Vanity aveva appena lasciato e Apollonia non era ancora stata scelta per la sua sostituzione. Forse Prince stava pensando ad un progetto solista per Brenda Bennett. Ecco il perché di questa richiesta. Quella fu la prima versione registrata.

L’8 gennaio del 1984 tutti si ritrovarono al Sunset Sound Studio per la prima sessione del nuovo anno. In quell’occasione lavorarono a She’s Always In My Hair, Oliver’s House e a una nuova versione di 17 Days. Prince insistette per registrarla su nastro, anche se il suo assistente Bill Jackson non era del tutto d’accordo sul metodo richiesto. Dovette cedere e fare quello che gli venne ordinato dal capo. Iniziarono a suonare trovando impreparato Bill Jackson. Il tecnico indirizzò i suoni direttamente al mix e solo dopo si accorse di aver escluso l’equalizzatore. Riuscì comunque ad inserire gli effetti richiesti raggiungendo il livello ed il suono desiderato. Registrò quella che a tutti gli effetti era una lunga jam di 17 Days su di una cassetta da trenta minuti. Quella perseveranza nel voler provare e riprovare la canzone, fece intuire ai presenti che il brano non sarebbe stato ceduto a terzi, come inizialmente si poteva pensare.

Da quella registrazione si ottenne una versione di 7.32 minuti. È proprio da questo adattamento che il 18 marzo Prince riprese a lavorare sul pezzo. “Non so perché lo abbia fatto” ricorda Susan Rogers. “Probabilmente perché pensava ci fosse qualcosa di interessante e di poterlo migliorare”. Registrò ed aggiunse alcune nuove frasi recitate sempre da Branda Bennett. Un paio di giorni dopo però, 17 Days viene completamente stravolta. I pochi dubbi rimasti di un possibile utilizzo della canzone per l’album delle Apollonia 6, precedentemente per le Vanity 6 o Brenda Bennett, furono definitivamente cancellati. Gli iniziali 7.32 minuti vengono ridotti a 3.56 minuti. Prince rimosse gran parte della ripetizione strumentali, come pure tutte le strofe cantate da Brenda. L’inizio della prima lirica la troviamo dopo 42 secondi e non a 1.49 minuti come negli arrangiamenti precedenti. I tre minuti finali di jam sono rimossi. A differenza della prima versione, in quella conclusiva e definitiva, gli strumenti sono tutti suonati da lui e le voci femminili che si sentono sono di Wendy e Lisa. Il risultato di quella registrazione e ciò che si trova sul lato B del singolo When Doves Cry.

 

Quella che si trova sul disco allegato a Rolling Stone è complementarmente diversa. Una versione unica, nella sua forma più sottile e primitiva, ancora in fase di sviluppo. Sei minuti dove oltre al pianoforte e ai versi sussurrati, si possono ascoltare i fruscii del nastro e le note a voce che Prince ogni tanto segnala durante l’esecuzione. Preziosa testimonianza di come l’artista lavorava e creava.

 

Queste le due versioni:

17 Days (When Doves Cry – Single)

17 Days (Piano & A Microphone 1983 Version)

 

Piano & a Microphone 1983. Il primo album postumo di Prince.

Piano & a Microphone 1983

Piano & a Microphone 1983. Questo è il titolo voluto dalla Warner Bros per il primo album postumo di Prince. La difficile scelta di cosa pubblicare tra la miriade di materiale recuperato dalla cassaforte della Paisley Park, è caduta su una vecchia TDK C60 datata 1983. Sul nastro della cassetta la registrazione di una rehearsal privata fatta nel suo home studio con il solo pianoforte Yamaha.

L’album è uno splendido viaggio attraverso idee, progetti ed esperienze che Prince stava vivendo in quel periodo. Ne sono la dimostrazione le schegge di un Purple Rain ancora a livello embrionale, un richiamo a A Case of You di Joni Mitchell e le tragiche strofe di Wednesday, canzone che doveva far parte dell’album Purple Rain, ma che invece fu tolta all’ultimo momento. A queste si aggiungono 17 Days, scelta successivamente come lato B di When Doves Cry e gli inediti Why the Butterflies e lo spiritual Mary Do not You Weep, primo singolo estratto e raccontato con un commovente video diretto da Spike Lee. Troviamo poi un’anticipazione di Strange Relationship, la versione completa la si potrà ascoltare solo alcuni anni dopo sull’album Sign o ‘the Times, a cui fa seguito International Lover, canzone che chiudeva 1999, il disco che Prince pubblicò nel 1982.

Sappiate che quando registrò questo nastro, Prince era già al lavoro per realizzare Purple Rain, il suo disco più rock, ricco di chitarre, percussioni e tastiere, in contrasto con le sentimentali note di un pianoforte. Piano & a Microphone 1983 amplifica questa contrapposizione, permettendoci di spiare l’artista nell’atto di comporre, arrangiare e creare in tempo reale. Lo schiocco delle dita, i commenti, la batteria suonata con la bocca e la divertente interpretazione di Cold Coffee and Cocaine con l’imitazione del suo alter ego Jamie Starr, sono le apprezzate dimostrazioni.

Questo articolo è pubblicato anche su prince.it

 

Rolling Stone germania regalerà un vinile 7″ di Prince

Bellissima sorpresa con il prossimo numero di ottobre Rollingstone.de
Allegato alla rivista ci sarà un vinile 7″, con “17 Days” sul lato A e “1999” sul lato B. La pubblicazione dovrebbe essere legata, a scopo promozionale, con l’uscita di “Piano & A Microphone 1983”. E’ probabile che la versione di “17 Days” sia la stessa che si troverà sul primo album postumo di Prince, nei negozi dal 14 settembre.

 

Anderson .Paak pubblica Bubblin, in attesa del suo nuovo album

Si intitola Bubblin, ed è il nuovo brano che Anderson .Paak ha presentato su Beats 1 in occasione dell’intervista concessa durante il programma radiofonico di Zane Lowe. La canzone è l’anticipazione di quello che sarà il suo nuovo album, progetto che fa seguito ai precedenti Malibu (2016), Venice (2014) e Yes lawd! (2016), quest’ultimo realizzato insieme all’amico e produttore Knxwledge con lo pseudonimo di NxWorries.

Non c’è ancora conferma sulla data di pubblicazione. Per ora godiamoci questa Bubblin, pezzo particolarmente cadenzato e ritmato, con una costante presenza di archi e violini che creano, come ha dichiarato .Paak, quell’atmosfera da film d’azione alla 007, ma dalle inevitabili tinte black. Noi aggiungiamo che il pezzo è rapido, convulso, che non lascia un solo attimo di respiro. Ti trascina ed è delirante come il bancomat impazzito che si vede nel video che accompagna la canzone. A dirigerlo Calmatic, filmmaker di Los Angeles che già in passato aveva collaborato con lui e con nomi del calibro di Khalid, Jazmine Sullivan e The Internet.

Chissà se in questo album, prodotto con la collaborazione di un maestro come Dr. Dre e suonato con i Free National, il gruppo che supporta .Paak nei suoi tour, ci sarà anche Til It’s Over, la canzone che ha fatto da colonna sonora all’affascinante video diretto da Spike Jonze per la recente campagna promozionale del HomePod della Apple. La nostra speranza è quella di poter ascoltare il disco prima della sua data italiana, l’unica prevista per il 18 luglio al Carroponte di Sesto San Giovanni.  Presenti!

Questo articolo lo trovate anche su theitaliansoul.com