“PRINCE. A Volte Nevica in Aprile”. Appuntamento a Como con Rudy Panizzi

a volte nevica in aprile

Sabato 10 novembre dalle ore 17.00, presso l’Officina della Musica a Como si terrà la presentazione di “PRINCE. A Volte Nevica in Aprile” iniziativa proposta dall’autore del libro Rudy Giorgio Panizzi. L’occasione è quella di incontrare Rudy, fan di vecchia data di Prince, che per esorcizzare il dolore causato dalla prematura scomparsa dell’artista, ha deciso di scrivere e pubblicare un libro a lui dedicato.

Nove capitoli, arricchiti con delle bellissime illustrazioni che Rudy ha disegnato e conservato nel corso di questi anni, per raccontare la sua passione nei confronti del genio di Minneapolis e della musica che ha suonato. La sua professione lo porta ad occuparsi di altro, ma l’entusiasmo e la costanza gli hanno permesso di realizzare questa sua personalissima opera ricca di ricordi ed esperienze. Complimenti a lui, ottimo esempio di come non bisogna mai arrendersi per raggiungere i propri sogni!

 

“PRINCE. A Volte Nevica in Aprile”
Sabato 10 novembre, Ore 17.00
Officina della Musica a Como
Via Giorgio Giulini 14
Como

5 minuti a piedi dalla stazione Como Nord Borghi

1 minuto a piedi dal Parcheggio Autosilo Tribunale

… a 15 minuti dal lungo lago di Como

 

Questa una breve introduzione scritta da Rudy Giorgio Panizzi

 

Forse alcuni di voi mi conoscono già, mi chiamo Rudy Giorgio Panizzi e sono un appassionato di lungo corso di questa meravigliosa Star che ha elevato il concetto di Arte con opere meravigliose, geniali.

Mi riaffaccio nel mondo degli appassionati con estrema umiltà, in punta dei piedi, con rispetto e ammirazione per tutti coloro che amano Prince… il mio libro è dedicato a Voi.

Ho iniziato a scrivere per cercare di esorcizzare il grande dolore che mi ha stretto il cuore da quel terribile 21 aprile 2016, data che ha segnato indelebilmente il nostro cammino. Ho voluto raccontare la gioia e il coinvolgimento che penso abbia nell’anima ognuno di noi appassionati, quel briciolo di follia che mi accompagnerà per tutta la vita e che instancabilmente mi ha fatto seguire Prince per tutto il suo strepitoso cammino.

Il titolo doveva inizialmente essere differente. Poi, una notte nella quale non riuscivo a dormire, ho avuto il presentimento che la “neve d’aprile” potesse essere il concetto più consono per esprimere il corso di questa storia, la metafora calzante per la nostra grande passione.

Spero che con le righe e i disegni della mia piccola opera, riesca anche ad incuriosire e coinvolgere alle note di Prince chi è stato meno fortunato di noi, chi non ha ancora avuto modo di conoscere la genialità e il carisma che lo hanno sempre caratterizzato.

Comunque il libro è aperto a tutti: chiunque abbia una grande passione nelle vita, che sia musica, sport, pesca, montagna o qualsiasi altro grande amore, presumo trovi una certa affinità con i concetti che ho raccontato con tanta enfasi.

 

We R the New Power Generation, we want 2 change the world.

 

Peace & B Wild! Rudy.”

Memorabilia di Prince all’asta. Il catalogo completo

Il prossimo 14 settembre si aprirà una delle più grandi ed interessanti aste di memorabilia di Prince. Chi organizza è la RR Auction di Boston, società conosciuta in tutto il mondo per la vendita di documenti rari, manoscritti, autografi e manufatti storici. Già in passato aveva proposto oggetti legati a Prince, ma quella del prossimo mese, con un totale di 223 pezzi, si preannuncia come la più importante ed ambita dai collezionisti. Si tratta di articoli che arrivano dalle collezioni private di personaggi come Gwen Leeds, Eric Leeds, Susannah Melvoin e Stachia Fieldler che hanno lavorato con il cantante negli anni ’80 e ’90. Sette lotti dove è possibile trovare ed acquistare gioielli, manoscritti, vestiti, scarpe, vinili, disegni, semplici appunti, lettere e fotografie inedite. Il prezzo base per la maggior parte degli articoli parte dai 200/300 dollari. Il blocco note dove Prince ha annotato scene e appunti per il film Under the Cherry Moon parte da 2.500, ma è stimato per più di 25.000. Tra le cose più curiose il bastone glitterato che usava nel periodo di Parade (1986), la stravaganebte proposta di matrimonio fatta a Susannah Melvoin ed un ipotesi di copertina fronte/retro realizzata interamente a mano per la custodia del cd di Emancipation, una delle prime configurazioni a singolo cd.

Questo è il link alla pagina completa di RR Auction dedicata all’evento del 14-27 Settembre.

Questo invece è il catalogo completo con la descrizione di tutti gli articoli in vendita.

(Chiave: !pZY-JR1vKNb7msNBOojNaYwbALmRdmSbt-lmps2gIlE )

Alcune immagini di articoli in vendita

Paisley Park Records sinonimo di Minneapolis Sound

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La Stax Records aveva espatriato il Southern Soul. La Motown aveva trasformato l’R&B in pop music. La Paisley Park Records ha consacrato il Minneapolis Sound, una sorta di synth-pop mischiato con il funk e la new wave. In otto anni di vita (1985-1993) l’etichetta voluta da Prince, joint venture della Warner Bros., ha prodotto e distribuito ben 23 album per 18 artisti. A questi numeri si aggiungono i dieci album a nome di Prince, compresi quelli realizzati con i The Revolution.  Nella storia delle charts di Billboard, la Paisley Park Records ha totalizzato ben venti titoli nelle prime venti posizioni della R&B Single e tre di questi hanno bissarono anche nella Hot 100 Chart: Sheila E. con A Love Bizarre , i Time con Jerk Out e Round and Round di Tevin Campbell. A questi si aggiungono anche i molteplici successi di Prince dove spiccano due numeri uno nella Hot 100 Chart (Kiss e Cream) ed un album numero uno nella US Billboard 200 (Around The World In A Day).

Prima della Paisley Park Records c’era la The Starr Company di Jamie Starr. Non stiamo parlando di una vera e propria società o etichetta discografica. Parliamo di uno pseudonimo, uno dei tanti, con il quale Prince ha iniziato a produrre e a scrivere canzoni per gli amici più intimi. Nel 1981 è riuscito a portare alla Warner Bros. i The Time di Morris Day, con la quale pubblicarono i loro primi tre album: The Time (1981), What Time Is It? (1982) e Ice Cream Castle (1984).  Dopo loro sono arrivate le Vanity 6 (Vanity 6, 1982), Sheila E. (The Glamorous Life, 1984) e Apollonia 6 (Apollonia 6, 1984).

La Paisley Park Record nasce nel 1985. Il nome deriva dall’omonima canzone contenuta in Around The World In A Day, il primo album pubblicato ufficialmente dall’etichetta.  Paisley Park era, e lo è ancora, l’enorme studio di registrazione che Prince aveva fatto costruire alle porte di Minneapolis, per la modica cifra di 10 milioni di dollari. A quei tempi un enormità di soldi.   “Prince è stato un grande produttore e la Warner Bros. era interessata a fare una joint venture con lui”. Questo è quello che ricorda l’ex manager, musicista e vice-presidente della Paisley Park Records, Alan Leeds. “Aveva dimostrato le sue doti produttive con successi come Manic Monday delle The Bangles e gli album di Sheila E. e The Time. Con queste credenziali i managers della major erano fiduciosi e tranquilli quando hanno deciso di finanziare l’etichetta. Purtroppo, per una serie di motivi, non hanno mai raggiunto le aspettative desiderate”.

I The Family è stata la band che ha sostituito, nell’immaginario di Prince, i The Time dopo il successo di Purple Rain. La formazione originale era composta dalle due voci Paul Peterson e Susannah Melvoin, dal sassofonista Eric Leeds, dal batterista Jellybean Johnson e dal “tutto fare” Jerome Benton. Il loro album The Family del 1985, è stato uno dei primi ad essere pubblicato dalla Paisley Park Record. È stata una produzione fondamentale non solo per la neo etichetta, ma anche per lo stesso Prince. Primo, il disco ha dato vita all’amicizia e alla collaborazioni artistica tra lui e l’arrangiatore Clare Fischer, con il quale collaborerà l’anno successivo alla di Parade. Secondo, in questo disco si trova la versione originale di Nothing Compares 2 U, brano scritto da Prince e portato cinque anni più tardi al successo mondiale da Sinéad O’Connor. Infine si sente per la prima volta una presenza importante degli strumenti orchestrali aggiunti da Clare Fischer. Questa particolarità lascerà un segno indelebile nelle produzioni future di Prince.

Incoraggiati dai primi successi, l’elenco delle band e dei cantanti della Paisley Park Records stava diventando sempre più ricco ed interessante. C’erano gruppi come i Mazarati e i Madhouse mentre dal punto di vista dei cantanti tutto era concentrato sulla già citata Sheila E., Jill Jones, indimenticabile il suo singolo Mia Bocca (1987) e Dale Bozzio, che dopo l’esperienza con i Missing Persons scelse Minneapolis e la canzone Simon Simon (1988), come punto di partenza per la sua corriera solista. Nell’album di Taja Sevelle invece troviamo Wouldn’t You Love to Love Me (1987), un brano che inizialmente Prince aveva scritto ed inviato a Quincy Jones per scusarsi di non aver accettato di collaborare con Michael Jackson per Bad.   I The Three O’Clock, gruppo underground di Los Angeles, con la Paisley Park Record hanno inciso il loro quarto ed ultimo album, Vermillion (1988) che pur contenendo alcuni brani di Prince come Neon Telephone, non ha fatto scalpore. È andata meglio ai Good Question, duo pop di Philadelphia molto simile ai Milli Vanilli. Il loro album d’esordio conteneva il brano Got a New Love (1988) con il quale hanno raggiunto la posizione numero uno nella classifica Hot Dance Music/Club Play. Di quella canzone però nessuno si ricorda più nulla.  L’unico nome che meritava attenzione era quello di Tony LeMans, promettente cantante che proponeva un sound accattivante tra il pop e il funk. Arrivava da alcune esperienze fatte con una band che vedeva la presenta di un giovanissimo Lenny Kravitz e di Micki Free degli Shalamar. L’idea era quella di mettere sotto contratto i tre artisti come una band, ma prima di arrivare ad una conclusione Lenny Kravitz aveva già deciso di intraprendere la carriera solista. Alla fine approdò il solo Tony LeMans che realizzò il suo ottimo album di debutto. La sfortuna volle che nel 1992 Tony LeMans scomparve prematuramente in un incidente motociclistico.

Leeds racconta: “E’ vero che tutti i dischi furono prodotti e rilasciati dalla Paisley Park Record, ma l’etichetta discografica, per come veniva gestita, esisteva solo sulla carta. In realtà, nessuno, neppure lo stesso Prince, era capace ed impegnato a gestire l’etichetta in modo professionale. L’unico che seguiva i vari progetti per conto della Warner era Bob Cavallo, ma anche lui, probabilmente poco stimolato, non ha mai sfruttato a pieno le potenzialità degli artisti. Una volta che i dischi venivano realizzati, questi erano consegnati alla Warner Bros. che decideva cosa fare di quelle incisioni”

A cavallo tra gli anni ‘80 e ’90 la Paisley Park Record era riuscita a convincere George Clinton e Mavis Staples a venire a Minneapolis per la realizzazione dei loro rispettivi album The Cinderella Theory e Time Waits for No One. Questa mossa doveva aprire le porte ad un nuovo mercato legato ad artisti storicamente celebri, ma nomi del genere richiamarono poco pubblico, sicuramente troppo di nicchia. Altro fattore importante era che in quegli anni le sonorità black erano ormai indirizzate verso la musica rap e neo-soul. Anche qui la Paisley Park Record arrivò tardi e gli sforzi fatti non furono dei migliori. Per la musica hip-hop avevano puntato su il rapper T.C. Ellis mentre per il soul presentarono la cantante di origini messicane Ingrid Chavez, ma entrambi si dimostrarono poco commerciali. Anche gli esperimenti pop fatti con Carmen Electra non saranno di sicuro ricordati come dei classici.

Il colpo di grazia per la Paisley Park Record è arrivato nel 1993 quando Prince decise di cambiare il suo nome con un simbolo. Questa forma di protesta, intrapresa per svincolarsi dalla Warner Bros., aveva compromesso  definitivamente i rapporti tra le due etichette e le cose cambiarono repentinamente. I due album jazz di Eric Leeds e quelli successivi di George Clinton e Mavis Staples non servirono a risanare i rapporti e né tanto meno i bilanci.

Nessun dei cantanti della Paisley Park Record ha mai eguagliato i risultati raggiunti da Prince. Tanti di loro si ricordano come semplici meteore, altri invece per alcuni piccoli capolavori. Quello che rimane è comunque il ricordo di un gruppo, di un’idea e di un sound, quello di Minneapolis, che ha fatto storia e tendenza. Gli album pubblicati, attualmente fuori catalogo, sono diventati pezzi da collezione, soprattutto per i fans di Prince.

Questi gli artisti e gli album pubblicati dalla Paisley Park Record. Un elenco completo e dettagliato lo trovate su princevault.com e discogs.com

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Prince Album

1985: Prince and the Revolution: Around the World in a Day

1986: Prince and the Revolution: Parade

1987: Prince: Sign “☮” the Times

1988: Prince: Lovesexy

1990: Prince: Graffiti Bridge

1991: Prince and the New Power Generation: Diamonds and Pearls

1992: Prince and the New Power Generation: Love Symbol Album

1993: Prince: The Hits/The B-Sides

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Other albums

1985: The Family: The Family

1985: Sheila E.: Romance 1600

1986: Mazarati: Mazarati

1987: Madhouse: 8

1987: Sheila E.: Sheila E.

1987: Jill Jones: Jill Jones

1987: Taja Sevelle: Taja Sevelle §

1987: Madhouse: 16

1988: Dale Bozzio: Riot in English

1988: The Three O’Clock: Vermillion

1988: Good Question: Good Question

1989: Tony LeMans: Tony LeMans §

1989: George Clinton: The Cinderella Theory

1989: Kahoru Kohiruimaki: Time the Motion

1989: Mavis Staples: Time Waits for No One

1990: The Time: Pandemonium §

1991: Eric Leeds: Times Squared

1991: T.C. Ellis: True Confessions[14]

1991: Ingrid Chavez: May 19, 1992

1993: Carmen Electra: Carmen Electra

1993: Mavis Staples: The Voice

1993: George Clinton: Hey, Man, Smell My Finger

1993: Eric Leeds: Things Left Unsaid

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Fonte:
billboard.com
ranker.com
blog.thecurrent.org
medium.com

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Prince, Chocolate Box e Q-TIP degli A Tribe Called Quest

L’uscita del nuovo album degli A Tribe Called Quest, We got it from Here… Thank You 4 Your service, ci permette di raccontare qualcosa che riguarda il 34° album di Prince, MPLSound (2009) e della collaborazione che c’è stata tra lui e l’unico artista accreditato in quel disco e cioè Q-Tip, il leader degli ATCQ e seconda voce di Chocolate Box, brano contenuto nell’album.  La canzone, pur non essendo mai stata rilasciata come singolo ufficiale, a differenza di Dance 4 Me e U’re Gonna C Me, ha un suo video promozionale che è stato condiviso il 24 marzo del 2009 quando Prince ha aperto ufficialmente il sito Lotusflow3r.com. Le scene, ambientate in una sorta di città del futuro alla Matrix,  vedono protagonista Prince e lo stesso Q-Tip. La ragazza è l’attrice Lala Escarzega. Esiste anche una versione strumentale di Chocolate Box intitolata Disco Jellyfish. Impossibile sapere se è stata incisa questa come prima versione, oppure il duetto con Q-Tip.  Per lui non è stata una novità collaborare con Prince. Già in passato aveva firmato un remix di The Greatest Romance Ever Sold (1999). Dal vivo un ospitata ad un suo concerto al Northrop Auditorium di Mineapolis nel 2000. Prince ha ricambiato presentandosi a sorpresa ad un concerto di Q-Tip a Las Vegas nel 2008.

Buy Prince music:
itunes.apple.com
tidal.com
Chocolate Box

 

 

Chocolate Box (2009)

 

Chocolate Box (2009)

Q-Tip e Prince a Las Vegas (2008)

 

………. prince prince prince

The Lewis Connection, quelli con una sola “N”

Se cercate in rete il nome dei The Lewis Connection non troverete molte informazioni. In wikipedia non c’è nessuna pagina dedicata a questa band di Minneapolis fondata nella seconda metà degli anni ’70 dai fratelli Pierre e Andre Lewis che, dopo alcune marginali esperienze in compagnia di musicisti locali, decidono di intraprendere una propria carriera. La loro storia è assai breve, ma piuttosto significativa. In compagnia dei 94 East, Lipps Inc., Prophets of Peace, Family, (non i The Family) e Flyte Tyme sono considerati i pionieri del Minneapolis Sound. Il loro contributo all’evoluzione di questo suono arriva ancor prima della consacrazione mondiale avvenuta grazie al successo di Prince. Ed è proprio con quest’ultimo che, andando alla ricerca di testimonianze passate, si scoprono legami e collaborazioni reciproche, precedenti all’inizio della sua carriera.

Il primo aneddoto è la storia collegata al brano Stone Lover l’unico singolo pubblicato dai MLF (Music Love and Funk). Dietro a questo nome troviamo i fratelli Lewis. La registrazione del brano risale alla fine del 1976, periodo nel quale i due, in compagnia di Sonny Thompson ed altri musicisti, bazzicavano regolarmente negli studi Sound 80 di Minneapolis. Gli stessi ambienti erano frequentati da un giovanissimo Prince, che in questi laboratori realizzò il demo che lo avrebbe poi accompagnato a firmare il contratto con la Warner Bros. Si racconta che Prince accettò di suonare la sua chitarra in Stone Lover  per guadagnare qualche soldo che avrebbe poi utilizzato per pagarsi il viaggio a New York. Anche se le dichiarazioni rilasciate dai musicisti nel corso degli anni sono contrastanti riguardo la sua effettiva partecipazione, Stone Lover dei MLF, è considerato il primo featuring di Prince, perché canzone scritta da un’altra persona alla quale presta il suo contributo musicale.  Questa è stata anche la prima collaborazione con il bassista Sonny Thompson, che Prince chiamò per la realizzazione di Diamonds And Pearls (1991) e per dare spessore alla prima formazione dei The New Power Generation all’inizio degli anni ‘90.

Ma non fermiamoci qui perché durante la stesso periodo e presumibilmente durante la stessa session, viene registrata un’altra canzone dove è possibile ascoltare non solo la chitarra di Prince, ma anche la sua voce che si aggiunge al coro. Il brano in questione è Got To Be Something Here ed è una ballata rhythm & blues suonata e cantata in compagnia di Sonny Thompson. La traccia, alcuni anni dopo, viene inserita in The Conection Lewis, unico album firmato dai The Connection Lewis. La mancanza della doppia “N” nel titolo, non è una nostra distrazione. Le poche centinaia di copie distribuite dalla P.A. Productions nel 1979, avevano tutte questo errore di stampa.  Probabilmente perché le copertine erano già pronte o forse per mancanza di tempo o soldi, l’errore non venne mai corretto, rimanendo così un marchio indelebile dell’album. Distribuito esclusivamente nella zona di Minneapolis e St. Paul, questo disco permise al gruppo di avere un discreto successo, offrendogli la possibilità di suonare come openig act per artisti nazionali che si esibivano nei locali di quelle due città. Prince non partecipò mai ai loro show, anche perché aveva già il suo bel da fare per promuovere il suo primo album. Di recente la storia si è arricchita di un nuovo aneddoto. Le tastiere che Pierre Lewis suona nel disco, sono, secondo quello che lo stesso Lewis racconta durante un’intervista del 2013, le stesse che prestò a Prince e che lui suonò per ottenere la versione definitiva di Soft and Wet, primo singolo di For You (1978).

Per anni The Conection Lewis rimase un anonimo titolo di funk e r&b anni ‘70. Con la consacrazione del Minneapolis Sound, la particolarità dell’errore di stampa, ma soprattutto grazie al fatto di trovare il nome di Prince tra i musicisti accreditati, il disco diventa un pezzo da collezione. Per una prima stampa originale il prezzo medio è di 400 dollari. Alcune di queste sono state vendute al di sopra dei 1000 dollari. Nel 2013 la The Numero Group, una piccola etichetta discografica che nel proprio catalogo propone ristampe e raccolte tematiche, pubblica nella sua collana in vinile nominata 1200, il primo ed unico disco dei The Lewis Connection (NUM1206). Stesso titolo, stesso errore e stessa immagine dell’originale. Il nome di Prince compare in compagnia di tutti i musicisti del gruppo. Oltre ai già citati fratelli Lewis e alla voce di Sonny Thompson ci sono Randy Barber, Bill Perry e Jeffery Tresvant. La cosa curiosa è che nel catalogo della The Numero Group, è possibile trovare anche Purple Snow: Forecasting the Minneapolis Sound (NUM050) una compilation che racchiude in un box di quattro vinili, trentadue canzoni inedite o rarità prodotte negli anni ‘70 da musicisti delle Twin Cities. Tra queste c’è anche Stone Lover dei MLF.

I più attenti potrebbero fare una smorfia di dissenso e far presente che ancora prima di queste canzoni ci sono stati episodi come Games o If You See Me prodotte da Pepé Willie e che vedono la collaborazione dell’amico Prince. Si è vero le registrazioni risalgono ad un anno prima, 1975, ma la realizzazione dell’album Minneapolis Genius ad opera dei 94 East, è del 1986.  Stone Lover  e Got To Be Something Here sono le prime ad essere state pubblicate ufficialmente.

Come spesso accadere, casualità e fatalità possono determinare gli eventi. In questo caso hanno segnato la storia di un suono ed il mito di Prince. Se non ci fosse stato l’incontro con Sonny Thompson o Pierre Lewis negli studi di Sound 80, oppure se non avesse chiesto in prestito le tastiere utilizzate per completare la leggendaria versione di Soft and Wet che conosciamo, le conseguenze avrebbero preso direzioni o decisioni differenti da quelle che ci hanno condotto a tutto ciò. D’altra parte come qualcuno ha detto … There is no Minneapolis Sound without Prince, but there is no Prince without Minneapolis.

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Fonte:
numerogroup.com
startribune.com
billboard.com
spin.com

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Paisley Park diventerà un museo

Paisley Park diventerà un museo. È di ieri l’annuncio ufficiale comunicato direttamente sul sito della città di Chanhassen che si trova alle porte di Minneapolis e che ospita dal 1985 lo stabile pensato e voluto da Prince come suo quartier generale.

L’apertura al pubblico è prevista per il prossimo 6 ottobre mentre la prevendita dei biglietti inizia domani 26 agosto, sul sito OfficialPaisleyPark.com. A gestire il tutto la CORE Media Group, conosciuta anche come CKX Inc. Tra le tante attività la società gestisce Graceland con la sua Elvis Presley Enterprises e l’immagine di Muhammad Ali con Muhammad Ali Enterprises.  I biglietti costeranno 38,50 dollari ed il tour sarà strutturato per una durata massima di 70 minuti. Saranno disponibile anche dei VIP Tour Experience per 100 dollari. L’ingresso sarà scaglionato a gruppi di 35-40 persone per tour. La Core Media prevede di assumere dalle 20 alle 60 persone dall’area locale e ha in programma di ristrutturare alcune aree dell’edificio. Aumenteranno i parcheggi auto e l’accesso a questi. Si organizzeranno navette di collegamento con l’aeroporto e la città di Minneapolis. Gli ospiti potranno visitare i locali di Paisley Park, gli studi di editing video e di registrazione, i locali NPG Music Club e le sale da concerto dove Prince organizzava le prove prima dei sui tour o eventi privati. A questo si aggiungono centinai di reperti personali come vestiti, Gold Record RIAA, memorabilia e strumenti musicali. Al bar solo cibi vegetariani e no bevande alcoliche. Ci saranno anche articolo di merchandiser come tour book, abbigliamento ed oggettistica varia. A partire dal prossimo anno Paisley Park riprenderà ad essere uno vero e proprio centro artistico e sarà possibile affittarlo per registrazioni audio o performance dal vivo. La società prevede un ampliamento strutturale anche della zona che circonda la proprietà con alloggi e hotel che potrebbero ospitare i visitatori.
Piano d’investimenti parecchio ambizioso. Speriamo che tutte queste non siano solo parole e promesse buttate al vento.

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Fonte:
ci.chanhassen.mn.us
officialpaisleypark.com

 

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