Rejjie Snow al Magnolia ha presentato il suo ultimo album, Dear Annie

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Il Circolo Magnolia è una di quelle location dove si va a colpo sicuro. Gli eventi in cartellone sono una garanzia. L’altra sera è stato il turno di Alexander Anyaegbunam, meglio conosciuto come Rejjie Snow, artista rap continentale, arriva da Dublino, che in queste settimane è in tour in tutta Europa per presentare il suo ultimo album, Dear Annie pubblicato a febbraio. Personaggio originale e creativo, comparabile ad artisti come Chance the Rapper o GoldLink, Snow ha catturato l’attenzione della critica con alcuni video musicali condivisi sui social ed un primo EP, Rejovich (2013), di grande interesse. Non potevamo perdere l’occasione di vederlo dal vivo, anche perché se artisti come Action Bronson e Kendrick Lamar l’hanno scelto per aprire alcuni loro concerti, significa che l’artista merita.

Quello che si presenta allestito sotto il tendone, è un palcoscenico spoglio, essenziale. Sullo sfondo si legge il suo nome, scritto a caratteri cubitali, alle spalle della console del dj. Oltre a questo nient’altro, se non il microfono. Ad aprire la serata il rapper newyorkese Wiki, con alcuni brani dal suo No Mountains In Manhattan. Prima di lui gli italianissimi Santii, che si sono esibiti con le loro produzioni elettroniche, terminando con la presentazione del nuovo singolo Outsider realizzato con il featuring di Rejjie Snow.

“Make some noise for Rejjie Snow”. E’ così che il dj incita le centocinquanta persone che si trovano dinanzi al palco. Snow, sempre sorridente con gli inseparabili occhiali e cappello, parte a razzo, senza la minima interruzione. Propone una dopo l’altra quelle che sono le canzoni dell’album. Da Rainbows, a 23, da Mon Amour a Egyptian Luvr e Annie, senza però tralasciare qualcosa del passato, come Flexin, Pink Flower e D.R.U.G.S. A parte i consueti ringraziamenti e le lusinghe per la città di Milano, sono stati pochissimi gli interventi di Snow, che a quanto pare preferisce dare spazio alla musica, invitando la platea a ballare e a saltare, scandendo un continuo “ … bounce, bounce …”. A metà concerto una velocissima apparizione di Jesse James Solomon per duettare in The Ends.

Voce efficace quella di Rejjie Snow, elegante, che si modella facilmente alle produzioni hiphop più classiche, come a quelle più elettroniche, lontana comunque dalla trap che domina spietatamente la scena musicale. È sicuramente questa la caratteristica che lo evidenzia e lo allontana dal piattume proposto dal mercato attuale. Sul palco si presenta un po’ annodato, ripetitivo nei movimenti, ma comunque emotivamente partecipe.

Al termine, dopo i saluti e la sua uscita, ci aspettavamo qualche bis, almeno con Charlie Brown, la canzone che vale l’album. Invece nulla, siamo completamente snobbati e lasciati con l’amaro in bocca. Nessun encore. Per noi la serata termina qui, ma non per chi rimane al Magnolia perché si prosegue con un dj set. Noi ci accontentiamo del bel concerto.

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Questo articolo lo trovate anche su theitaliansoul.com

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