Bartholomew, il nuovo album di Jesse Boykins III

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Jesse Boykins III chiude l’anno nel miglior modo possibile. Per il cantante soul di origini giamaicane è arrivata una chiamata dalla storica etichetta Def Jam Records con la quale ha firmato un importante contratto. Questo gli ha permesso di distribuire su larga scala il suo ultimo album, intitolato Bartholomew, progetto già pubblicato indipendentemente lo scorso anno. Il disco era già un progetto attraente, ma Boykins l’ha voluto comunque impreziosire e dargli quel tocco di genialità. La sua mossa è stata quella di filmare per ogni singola canzone, e parliamo di ben 17 titoli, un video, realizzando così un adattamento in Visual Expressions dell’album, della durata di settanta minuti. Il coinvolgimento emotivo, già forte nella versione musicale, viene ulteriormente amplificato con l’aggiunta e la visione di bellissime immagini, rendendo il tutto più affascinante.

Il lungo elenco di titoli potrebbe far nascere il sospetto di trovarci di fronte ad una raccolta improvvisata di canzoni. Non è questo il caso. Bartholomew segue lo stile elegante e raffinato che contraddistingue qualsiasi altro album della sua discografia. Inoltre Boykins porta il suo soul ad un altro livello, togliendo decorazioni sonore apparentemente superflue a favore di vibrazione più primitive ed elementari. Questo lo rende assolutamente fluido. Anche le immagini accostate alle canzoni, riprese che catturano principalmente primi piani, espressioni, danze, movenze ed oggetti, tranne che per la passeggiata nel parco di LARAIN, hanno sfumature e tonalità gradevoli e distensive. Raccontano, come in una commedia romantica, le esperienze e le emozioni di Bartholomew, impersonato dallo stesso Jesse, una specie di alter-ego sognatore ed esplorativo, l’opposto di quello che si dichiara essere il musicista. Gli attori non protagonisti che lo accompagnano e duettano con lui, sono alcuni interessanti artisti emergenti del panorama indie soul, R&B e hip-hop, tra cui Willow Smith e Syd per Vegetables, Melanie Fiona, Luke James, Noname, e Little Simz.

Jesse Boykins III non è certo un artista che si adatta facilmente ai canoni classici del soul, per lo meno per come li interpretiamo noi. La sua musica è una miscela di suoni, che partono dalla più profonda tradizione della musica black, per poi passare al soul e al funk, all’elettronica e al reggae. Le influenze musicali che ha respirato lo hanno preparato alla creazione di cose estremamente intrinseche con la conseguente scelta di produzioni appassionanti. Non possiamo di certo definirlo un artista fatto con lo stampino. Si tratta di un pezzo unico.

Questo articolo lo trovate anche su theitaliansoul.com

 

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