Prince, i Madhouse e l’improvvisazione dei numeri

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Non possiamo di certo negare che Prince fosse sprovvisto dello spirito dell’improvvisazione.  Nel corso della sua carriera abbiamo avuto più volte dimostrazione della sua fantasia e creatività e di come apprezzasse sonorità jazz.  Xpectation (2003) ne è un esempio, ma prima di questo c’è stato qualcosa di ancora più completo e colossale. Stiamo parlando dei Madhouse gruppo jazz-rock-funk che Prince ha creato a metà degli anni ’80 appositamente per fargli suonare alcuni brani strumentali che aveva composto in collaborazione con Eric Leeds.   Tutto ha inizio dopo alcune recording sessions tenutesi tra dicembre 1985 e gennaio 1986. Da queste registrazioni nasce un album dal titolo The Flesh. Anche la band che lo doveva rappresentare doveva chiamarsi con lo stesso nome, ma tutto viene accantonato e sospeso quando Prince inizia a lavorare al suo secondo film, Under The Cherry Moon.  I Madhouse che conosciamo noi arrivano alla fine di quell’anno. L’idea del progetto strumentale non è del tutto dimenticata da Prince. Nel settembre del 1986, lui ed Eric Leeds si ritrovano nuovamente in studio per scrivere ed incidere dei nuovi brani, anche questi tutti strumentali. Eric suona sassofono e flauto mentre Prince tutto il resto. Rimane l’incognita di chi abbia realmente partecipato alla registrazione. Accreditati, ma mai confermati, Dr. Fink alle tastiere, Levi Seacer Jr. per basso e chitarra e John Lewis alle batterie. Anche per la location della session c’è stato un po’ di mistero. Sulla copertina del futuro album viene menzionato uno sconosciuto Madhouse Studios di Pittsburgh. Solo successivamente si viene a scoprire che si tratta del Galpin Blvd Home Studio di Prince a Chanhassen. Le tracce registrate sono identificate con un numero, da Uno a Otto. Gli stessi titoli sono riportati sul disco che si chiamerà 8. Viene pubblicato nel gennaio del 1987 a nome Madhouse. Anche se in realtà dietro a quel nome c’erano solo Prince ed Eric Leeds viene comunque creata una band live. L’occasione per vederla dal vivo è quella del tour di Sign O’ The Times Tour, nella primavera del 1987. C’era Eric Leed al sax, Dr. Fink alle tastiere, Levi Seacer Jr. al basso e Dale Alexander alla batteria, in sostituzione di John Lewis. Sono loro che fanno da opening act praticamente per tutti i concerti.

Al termine di quel tour, in una sola settimana, Prince ed Eric Leeds registrarono le tracce per quello che è diventato il secondo album dei Madhouse. Questa volta si ritrovano nei nuovissimi studi della Paisley Park.  Stessa filosofia del precedente disco. Le tracce completamente strumentali vengono chiamate progressivamente dal Nove al Sedici. Quest’ultima darà il titolo all’album, 16. Sheila E. venne chiamata per suonare in alcune tracce, ma gli unici nomi accreditati sulla copertina del disco sono sempre quelli di Eric Leed, Dr. Fink, Levi Seacer Jr. e John Lewis anche se in realtà tutti gli strumenti tranne i fiati furono suonati da Prince.

Da questi due album vengono pubblicati tre singoli: 6 (b-side 6 ½), 10 (b-side 10 ½) e 13 (b-side 4). La ragazza pinup anni ’40 che compare su entrambe le copertine è Maneca Lightner, la fiamma e protege di Prince di quel periodo.

Mai pubblicato il terzo album dei Madhouse, 24. Il disco era già pronto e rispecchiava la logica dei precedenti lavori. Registrato nell’estate del 1988, con la volontà di pubblicarlo all’ inizio del 1989, aveva nella tracklist solo cinque tracce dal 17 alla 21-24. Quest’ultima ne incorporava quattro. Questa volta ad affiancare il numero c’era anche un titolo a parole:

17 (Penetration)
18 (R U Legal Yet?)
19 (Jailbait)
20 (A Girl And Her Puppy)
21-24 (The Dopamine Rush Suite)
21 (The Dopamine Rush), 22 (Amsterdam), 23 (Spanish Eros) and 24 (Orgasm)

La Warner Bros. lo respinse e non venne mai pubblicato. Alcune di queste canzoni furono inserite in progetti successivi. Lo stesso titolo 24 venne ripreso negli anni ‘90 per un nuovo album che Prince voleva realizzare sempre a nome Madhouse, ma questa volta con alcuni musicisti dei The New Power Generation. Nella tracklist, niente più numeri tranne quello del titolo dell’album e della canzone 17. Anche questo disco, spesso nominato in occasione del tour europeo del 1995, non venne mai confermato e pubblicato. Se andate a vedere il libretto interno della compilation 1800 New Funk (1994) troverete un’immagine di quella che probabilmente doveva essere la cover di questo album. Asswoop, brano inedito che faceva parte della tracklist, viene inserito nel NPG Ahdio Show 6 (2001), presentato però come Asswhuppin’ In A Trunk.

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Dei tre singoli estratti, solo due sono accompagnati da video. Qui sotto quelli di 10 e 13.

 

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Come potete sentire la musica proposta dai Madhouse non è di certo quella stile fusion suonata da classici musicisti jazz come Chick Corea o Herbie Hancock. Qui troviamo un insieme di jazz, R&B, funk, improvvisazione e campionamenti a dimostrazione dell’instancabile creatività di Prince. D’altra parte cosa ci si può aspettare da uno che come nome ha quello del Prince Rogers Trio, il nome del gruppo jazz che suo padre John L. Nelson aveva creato e con il quale suonava nei locali di Minneapolis. Solo musica e genialità.

 

Fonte:
princevault.com
thequietus.com
waxpoetics.com

thelastmiles.com

Buy and download Prince music:
itunes.apple.com
tidal.com

 

 

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3 comments

  1. Mi sono veramente piaciuti i lavori dei madhouse, ora sono in attesa dei due lavori del periodo di Eric Leeds per completare la visione su quelle session. Un peccato che l’esperimento non sia proseguito nel tempo….sarebbe stato bello vedere proseguire la tabellina dell’8….

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