Prince. L’inizio di un mito.

By Terry Gydesen

La morte di Prince ci ha colti di sorpresa, uno schiaffo senza nessun preavviso, un po’ come quando pubblicava i suoi dischi senza nessuna anticipazione. Sono bastate poche ore per azzerare tutto quello che ci eravamo immaginato, sognato e desiderato in questi anni, per me trenta esatti.

Tre terribili giorni scanditi prima dalla notizia della sua scomparsa, vissuta drammaticamente in diretta attraverso i social, poi l’autopsia richiesta per capire le cause del decesso ed infine, un po’ a sorpresa, l’annuncio della cremazione. Tre giorni di commenti, elogi, dichiarazione e menzogne. Ho cercato di evitare questo circo mediatico. Difficile farlo. Mi sono limitato a leggere solo gli articoli pubblicati dal quotidiano locale Star Tribune e a massaggiare con chi aveva la possibilità di avere notizie attendibili sulle quali riflettere. Un tour solitario, seduto davanti al suo pianoforte. Strana scelta per uno che si è sempre circondato, nel bene o nel male, di musicisti ed artisti. Incomprensibili messaggio su Twitter. (I am #transformed). I già conosciuti problemi fisici all’anca che probabilmente erano diventati così insopportabili che l’hanno portato ad un abuso di antidolorifici. Il suo continuo rifiuto ad operarsi per le sue convinzioni religiose. Coincidenze sfortunate. Chissà chi o cosa lo ha accompagnato alla sua fine. Tutto questo mi fa più arrabbiare che addolorare.

Discograficamente Prince era un visionario e aveva già celebrato la sua morte nel 1994 con l’album Come , con quella sua copertina buia e cupa, il bastone da passeggio impugnato in tutte le immagini che accompagnano il disco e le due date 1958-1993 scritte come su una lapide. Ora però non si tratta più di una simulazioni e di una protesta. Dobbiamo farcene tristemente una ragione.

Voglio ricordare Prince e la sua musica come una fonte di emozioni. Con i suoi dischi e i suoi concerti mai banali, ricchi di personalità artistica, genialità, inventiva, sperimentazione ed irriverenza è riuscito a conquistare me ed il pubblico di intere generazioni.  E’ stato un vero artista. Uno degli ultimi eroi musicali, innamorato della musica ed instancabile creativo che è diventato difinitivamente un mito.

Per quelli che mi chiedono se proseguirò con il mio blog rispondo di si, perché penso si giusto portare avanti il suo … Sing O The Time!

In Funk we trust … In Prince we trust