Prince da il via al suo “Piano & A Microphone Tour”

Questa settimana è iniziato il Piano & A Microphone Tour 2016. Le prime due date di Melbourne sono purtroppo coincise con l’annuncio della scomparsa di Vanity, amica ed ex fidanzata di Prince. L’attrice e cantante è deceduta a causa di complicazioni renali dovute alla malattia che l’ha colpita alcuni anni fa. Prince le ha reso omaggio dedicandole alcuni dei brani suonati. “Grazie a tutti per essere così pazienti … è davvero difficile per me stasera”. Con questa frase ha introdotto The Beautiful Ones interpretata da Prince sino all’invocazione finale dove si è rivolto a Vanity chiamandola con il suo vero nome Denise, per poi concludere con un bacio soffiato al cielo. Il suo nome ha poi sostituito quello di Electra in The Ladder.
Dal punto di vista musicale il concerto è a tutti gli effetti un one-man show. Prince era solo sul palco. Con lui il lucido pianoforte a coda, qualche candela e dei tappeti. Alle sue spalle immagini caleidoscopiche proiettate per tutta la durata dei concerti. In media novanta minuti, compresa la breve interruzione dovuta al placcaggio da parte della security, di fans saliti sul palco. I brani proposti rappresentano al meglio tutta la sua carriera. Dai più datati I Wanna Be Your Lover o Dirty Mind sino hai recenti Big City, 1000 X’s & O’s e Black Muse passando attraverso i successi degli anni ’90 di The Max, The Love We Make o Diamonds And Pearls. Tutti suonati al pianoforte. Anche un classico come Purple Rain, che per tradizione viene proposta con un assolo di chitarra, qui è stato interpretato con estemporanea improvvisazione. Spesso le canzoni sono state anticipate da un breve commento o accompagnate da battute e smorfie, come nel caso di Batman una delle prima canzoni che Prince dice di aver imparate a suonare da bambino o per Over The Rainbow colonna sonora di Il Mago di OZ, film che sembra averlo particolarmente colpito.
Ora possiamo dirlo. Prince ha vinto la sfida con se stesso e l’individualità. In passato lo abbiamo sempre visto sul palco in compagnia di ottimi musicisti, ma con questo nuovo show ha avuto modo di mostrarci tutta la sua solitaria genialità, senza rimetterci in armonia e ritmo. Sicuramente un’occasione per farsi apprezzare anche da chi lo ha sempre considerato un artista schivo e riservato.
Quattro i concerti di Melbourne tutti allo State Theatre, suddivisi in due date. Ogni sera doppio appuntamento: un primo concerto alle 18.30 il secondo alle 22.00.
Stessa formula prevista per questo fine settimana alla Sydney Opera House per poi proseguire il suo viaggio in Nuova Zelanda.

A seguire alcune immagini che testimoniano gli avvenimenti.

 

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