La visita di Madonna a Paisley Park raccontata da chi c’era

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Testimonianza che arriva da chi ha assistito all’evento.  Grazie a Mister X per il racconto e l’immagine.

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Non c’era nessuno

Lo show privato di Prince per Madonna – Paisley Park 09-10-2015

Arrivati lì, tutti come una furia, per essere testimoni dell’ennesima “nuova generazione” o anche solo della “festa e basta”. In prima fila, immobili, a sfiorare i plettri, la chitarra, lo spray con l’etichetta viola, pensando di non essere mai stati così vicini. Immobili lì per due ore, pensando alle 12 ore fuori al freddo di Manchester, sono nulla . Immobili anche quando la sala non si riempie. Mezzanotte, l’una. Povero Mononeon, costretto dietro il palco ad aspettare con il viso illuminato solo dal suo cellulare. Penso a Michael B. che mi dice che non tornerà più perche stanco di tutte quelle snervanti attese. Immobili, anche quando si sentono urlare un paio di persone e si vedono entrare ragazzi e ragazze dal lato del palco, fino a quando qualcuno dice una parola” Madonna “. Whaaat?? Come un Minion finisco in un cartone animato. È difficile ora essere immobili ora ci si comincia a guardare in faccia come a dirsi: “vedi c’era anche lui quella sera” e “vedi ci sono anche io!”. Ma no, non c’era nessuno tranne loro due, perché salito sul palco Prince canta suona e fa Prince, solo per “Lei”. Non la guarda mai in viso ma la conquista, come all’inizio: il profumo di cocco, love song, la chitarra in act of contrition e solo loro sanno che altro. Mononeon è così veloce nel suo assolo che fa perdere il ritmo a Donna che viene subito ripresa da Prince “keep the rhythm, the rhythm! “, ma non è grave, non c’è nessuno oltre la mitica Susan. Lei è adorante, il suo amico, coetaneo, icona pop, sa ancora fare quelle cose, forse meglio di quando hanno iniziato. “Oh my God” dice e sorride mostrando la sua grill. Se non fosse per quell’orribile dentiera d’oro sembrebbe una trentenne. Prince prende e lascia la chitarra piu volte, quasi sulle mie mani che l’aspettano giunte ma aperte a simulare un gesto tra sacro e profano. Ora è sulle tastiere, ma sì … “guarda qui Sister, non siamo vecchi ancora”. Non c’è nessuno solo loro due. Nessuna pausa, ora lui la guarda, forse la vede stanca, in effetti sono le tre, le chiede se vuole da bere ma lei stranamente non capisce, io come niente le passo la bottiglietta d’acqua di Donna e la invito a prenderla, ma lei non vede neppure me, non c’è nessuno. Prince allora, si tocca un orologio da polso che non ha, ma che segnerebbe le tre, e le fa “is it ok?”. Si preoccupa di non farle fare tardi. Poco dopo scende dal palco per parlare con lei e passati 5 minuti esce accompagnata dai suoi 30-40 ballerini. Ci siamo anche noi ora, ci abbracciamo, si sale sul palco, lui suona ancora, è una festa. Vera stavolta. Le canzoni non hanno più importanza, perché la musica si confonde tra i flash dei momenti appena passati. Flash accesi da un filamento attraversato da un adrenalina che scorre ancora e non si esaurirà mai.

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