Prince @ Montreux Jazz Festival 13 luglio 2013, la mia recensione

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L’annuncio della partecipazione di Prince al 47° Festival Jazz di Montreux è stato dato in pieno stile purpleman: il giorno precedente alla prevendita dei biglietti, iniziata e terminata il 15 febbraio. Sold Out. È da quel giorno che attendo l’evento, uno dei tre in programma nella famosa cittadina svizzera che ospita dal 1967 quello che è considerato il padre di tutti i festival. L’organizzazione ha reclamizzato l’evento con lo slogan : “3 Nights. 3 Show. He’s Back!”. Io ho avuto la fortuna di organizzarmi ed andare a quello del 13 luglio.  Per me è stata una lunga attesa. Per Prince un periodo di lavoro. Ha organizzare un tour in USA il “Live Out Loud Tour” con le 3rd EyeGirl, ha partecipare ad eventi, ha ritirato Award, è apparso a show televisivi ed è ritornato di prepotenza sul web, non con il proprio nome, ma con gli account su Twitter, Facebook e YouTube firmati 3rd EyeGirl. Forse ha preparato un nuovo album, ma queste sono solo voci.

Il concerto di sabato sera ha dato il via a quelle poche date che lo vedranno protagonista in occasione di altri festival europei. Si spera sempre che improvvisi qualche show dell’ultima ora. Una sorpresa l’ha già fatta il venerdì precedente al concerto di Montreux, presentandosi sul palco del North Sea Jazz di Rotterdam dove si stava esibendo Larry Graham. I ben informati parlano di qualcosa in programma a Parigi nelle prossime settimane.

Ero già stato a Montreux nel 2007 sempre per vedere Prince. La cittadina, che si affaccia sul lago di Ginevra e che per alcune sue sfumature mi ricorda quello di Como, si trasforma in un enorme palcoscenico. Non esiste solo l’auditorium Stravinsky. Il lungo programma di eventi si sviluppa, giorno dopo giorno, anche nei piccoli club, nei parchi, nelle vie cittadine, sui treni e sui battelli che navigano sul lago. È la città stessa che ti coinvolge. Lo stesso Prince ne è rimasto impressionato tanto da dedicare una canzone al cantone svizzero “Lavaux”, brano contenuta in “20Ten” (2010).

Non ho molto tempo prima del concerto. Un salto veloce all’alberghetto che mi ospiterà per una notte e poi di nuovo in strada per raggiungere l’Auditorium. Pernottare in città è quasi impensabile se non ti organizzi subito. O hai una botta di fortuna con una disdetta dell’ultimo minuto oppure hai la possibilità di pagare dei prezzi stellari per i lussuosi alberghi in riva al lago. Io ho optato per una pensione fuori mano, ma ho la macchina quindi posso muovermi come voglio.

L’auditorio Stravinsky si trova in un’imponente struttura moderna che ospita tra le sue mura altri tre club per spettacoli e un paio di bar. E’ qui che avvengono i principali eventi del Festival.  Faccio un giro veloce davanti all’ingresso per capire chi e quante persone sono già in coda. Tante. Alcune facce già viste. Un saluto veloce a chi riconosco. Commenti e previsioni per la nottata, e come sempre scatta l’invidia nel sapere che loro assisteranno a tutti i concerti e che probabilmente andranno a vedere anche i successivi. Pazienza accontentiamoci di questo. Un paio di bottiglie d’acqua un panino e mi metto in attesa.

Mi siedo. Sono solo le 17.30 e l’ingresso è per 19.00. Voci francesi, inglesi e tedesche. Qualche giorno fa leggevo di persone che sarebbero arrivate dalla Corea e dal Giappone. Chissà dove sono adesso. La coda si fa sempre più lunga. C’è chi è seduto come me, chi telefona, chi legge e chi ascolta musica.  Alle 19.15 si entra con non poca fatica. Controllo veloce e poi su di corsa per le scale che portano alla sala. Posizione centrale, distanza circa sei, sette metri dal palco. Altra attesa. Alle 20.10 si spengono le luci. Questi sono gli attimi che preferisco, il momento più affascinante. I riflettori si accendono e nella penombra si vedono le sagome dei musicisti prendere posizione. In questo caso ben venti. Abbiamo i NPG Hornz al completo, le 3rdEyeGirl, le coriste e la ballerina, Damaris Lewis. L’atmosfera è perfetta. Intro gospel con “Strays Of The World” interpretato da Shelby J., Liv Warfield e Elisa Dease. Manca solo Prince. Ma eccolo salire sul palco ed è subito festa. Difficile spiegarlo, ma qualsiasi cosa faccia, comunque vada la serata sarà sicuramente indimenticabile.

Ho la visuale completa del palco. Lui si presenta microfono in mano e dopo aver salutato inizia a fare quello che miglio gli riesce: intrattenere. E’ in forma. Per capirlo basta vederlo in faccia. Prince a Montreux è ormai di casa. Questa è la sua terza partecipazione. Parte deciso con “Days Of Wild” e subito si capisce come continuerà la serata. I fiati si sostituiscono alla chitarra, la chitarra al basso e tutti nell’auditorium iniziano a ballare. Irresistibile.

Il concerto procede seguendo una setlist non tradizionale. In elenco non troviamo i classi che lo hanno reso famoso, ma canzoni probabilmente scelte per meglio sfruttare le potenzialità di tutti i musicisti che lo accompagnano. La qualità e la bellezza di un concerto non la si riconosce nelle canzoni proposte. Mi esalta di più il dialogo che si instaura tra il protagonista e i suoi musicisti. Questo Prince lo sa fare è lo ha dimostrato ampiamente anche in questo concerto. Sembrava propri che i protagonisti fossero i musicisti diretti però dal maestro Prince. Ancora una volta conferma il suo slogan: “This is real music by real musicians”.  L’atmosfera si surriscalda. In alcune scene sembra di vedere un concerto di James Brown. Prince incita i musicisti con il megafono. Con un asciugamano finge di togliergli il sudore dalla fronte. Gli sventola la mano aperta per fargli aria. Alle prime note di “Satisfied” finge di svenire e cade a terra. E’ cosi esaltato che si butta addirittura sul pubblico. Ad un certo punto dello show su quel palco c’era così tanta gente che sembrava fosse salito l’intero pubblico. Tra musicisti, coriste, ragazzi invitata per ballare e Larry Graham con tutti i GCS sembrava veramente una parata.
La sua voce è quella che tutti noi conosciamo. Non e’ cambiata. Dopo 30 anni di acuti e falsetti è sempre la stessa. Come pure la sua voglia di ballare. Però niente spaccate, sai com’è a 55 anni forse è il caso di evitare.

Nulla è lasciato al caso. Sappiamo come Prince sia maniacalmente preciso. Sono sicuro che nelle recenti notti trascorse a Paisley Park, le prove, alcune trasmesse anche da 3rd Eye TV, sono state lunghe e ripetitive.  Ma non tutto e’ perfetto. Si perché ad essere sincero una cosa Prince non l’ha fatta. Non ha suonato. Non ha toccato uno strumento. Correva da un lato all’altro, cantava, ballava lasciava spazio a tutti, ma non alla sua chitarra e alla sua musica. Peccato perchè a parte il lancio di chitarra sul pubblico, che ci sarebbe stato benissimo per chiudere lo show, si è sentita la mancanza del suo tocco musicale.

Vi domandate cosa ha proposto. Eccovi l’elenco completo.

Strays Of The World
Days Of Wild
Big City
Superconductor
1999
Mutiny
Old Friends 4 Sale
People Pleaser
Ain’t Gonna Miss U When U’re Gone
F.U.N.K.
Dark
Something In The Water (Does Not Compute)
Courtin’ Time (instrumental)
Xpectation
Get On The Boat
We’re A Winner
I Never Loved A Man (The Way I Love You)
Satisfied
I Don’t Want Nobody To Give Me Nothing
Housequake
The Jam
The Bird

Musicology
Extraloveable

Purple Rain

Un paio di bis. Tra questi anche “Purple Rain” che non era prevista nella setlist originale, ma che è stata aggiunta a sorpresa e dedicata allo scomparso Claude Nobs’ uno dei fondatori del Montreux Jazz Festival. Lo show si conclude e le luci si spengono. Siamo tutti un po’ storditi. Ci guardiamo a vicenda come volessimo testimoniare, a chi ci era vicino, che anche noi eravamo li e abbiamo visto lo stesso sorprendente show che hanno visto loro.

Ma la notte non finisce qui. Di nuovo incontro chi ho salutato nel pomeriggio e mi confermano che ci sarà l’afterparty al Jazz LAB uno dei tre club presenti nella struttura che ospita anche l’auditorium. Sempre grazie a loro riesco ad evitare l’ennesima fila per i biglietti. Lo show e’ in programma per le 2.00. Sono a pezzi. Mangio qualcosa, bevo mi riposo e sono, quasi, pronti per l’after. Ennesima coda. Non importa. Non ci sono più di 600 persone. Il primo a salire è proprio lui, Prince che presenta Larry Graham e i GCS che si esibiranno per più di novanta minuti. Prima  il loro repertorio e poi in compagnia di Shalby che canta “I Can’t Stand the Rain”. A seguire una lunga jam con i NPG e sul finire arriva anche Prince con un assolo di chitarra e tastiere. Larry e un grande musicista, ma il pubblico si esalta ed esulta a gran voce quando compare Prince. Tutti lo avremmo voluto più presente.

Poco prima delle 4.00 finisce tutto. Si ritorna in albergo. La serata è passata velocemente e io sta già facendo il conto alla rovescia per il mio prossimo concerto, sperando che sia di Prince.

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8 comments

  1. Bellissima recensione !!

    non sarò altrettanto ricco di dettagli per la mia personalissima recensione della seconda serata di domenica 14, in quanto la descrizione del primo concerto può essere estesa anche al secondo, con una scaletta per la prima parte diversa (anche se i pezzi e le successioni nei medley si erano già sentiti in show precedenti) e più energica rispetto al primo show: più o meno questa è stata la scaletta:
    act od god medley (what have you done…, North side, which way is up, dancing machine, it’s allright), take me with u, raspberry beret, cool (don’t stop till….), brano strumentale npg, let’s work, u got the look, days of wild medley (ain’t nobody…), nothing compares to u, mutiny, something in the water, big city, superconductor, 1999, musicology (mama feelgood), party up.

    tanta energia e funk, con prince a fare da gran maestro e a dirigere band e pubblico (come al solito, ma con più libertà di movimento, visto che non ha toccato uno strumento…). e tanto, tanto affollamento sul palco, con ballerini del pubblico + ospiti (si è visto Larry Graham + moglie e band a ballare allegramente assieme ad altra gente…cosa che mi ha fatto sperare in una jam session con lui durante il concerto e/o a un altro aftershow, che invece non si è avverato).
    Let’s work si è aperta con il suo Groove iniziale tenuto in stand by, mentre un ballerino e uno degli Hornz si esibivano in una specie di gara di ballo, con acrobazie da circo del primo…

    Il concerto è partito con ca 50 minuti di ritardo (fischi del pubblico pagante) ed è finito alle 22:40 per una durata di circa 1 ora e tre quarti….la durata del concerto mi ha deluso, in quanto è praticamente “volato” : vista la carica che aveva prince e la band che scalpitava, mi attendevo un concerto per lo meno regolare, per non dire abbastanza lungo (gli argomenti non mancavano…), ma niente da fare, quando eravamo belli cotti a puntino, è arrivata la doccia gelata…

    In generale il Mood era più tipo Aftershow che concerto regolare….in genere dopo che si è visto uno show di Prince, tutto quello che LUI offre di extra è super gradito, in particolare se durante l’aftershow ci fa ballare e /o propone pezzi più rari o mai sentiti, o cover e jam session dove lascia liberi i solisti:
    credo che questo show avesse le caratteristiche di un aftershow e forse andava preso così, dimenticando di aver fatto tanta strada e speso tanti soldi per assistere ad un evento tanto atteso (sigh)
    In realtà ognuno di noi ha reazioni del tutto diverse rispetto ad un concerto di Prince , così come di fronte ad un nuovo lavoro del maestro (ogni volta commenti del tutto opposti) : le aspettative sono sempre molto alte e diverse, in base al proprio gusto e alle proprie esperienze vissute durante i concerti, e anche perché Prince ci ha abituati ad un repertorio vastissimo, mescolato nei concerti a regola, per accontentare le diverse anime del pubblico: chiaro che un concerto più selettivo verso il FUNK, possa scontentare una parte del pubblico…

    Io ho vissuto questo concerto molto bene, in quanto più o meno sapevo cosa aspettarmi e volevo solo divertirmi e sentire il sound della nuova band, assieme ai nuovi brani e a quelli vecchi riarrangiati (ad es. Mutiny e 1999 mi sono piaciute moltissimo) e devo dire che ho trovato gli Hornz veramente in gamba e divertenti (ognuno di loro è solista e non mi hanno fatto rimpiangere Maceo e gli altri….e non era facile !!) : sono molto coordinati e creano una coreografia sul palco (che nei concerti di Prince latitava negli ultimi tour…) muovendosi e ballando insieme, che danno ancora più carica dal vivo e fanno divertire anche il maestro nel muoverli a suo piacimento !!.
    devo anche dire che a ma piace più il lato FUNK che quello Rock di Prince, e che ascolto molto jazz e black music, per cui capisco il fan a cui non ne può fregare di meno di sentire delle trombette e vuole solo vedere il mito in azione (e si leggono molti commenti negativi sul web)…possibilmente saltando da chitarra a basso e tastiere e attirando costantemente su di se l’attenzione, regalandoci momenti di improvvisazione unici e interpretazioni straordinarie dei suoi pezzi più celebri o più rari (per i fan hard-core), come fatto ad esempio nei due concerti del 2009 a Montreux (che ho visto)…anch’io avrei preferito un coinvolgimento musicale diretto di Prince con assoli e interplay con gli altri musicisti, così come avrei gradito un concerto di 3 ore, con rarità e sorprese (svanite anche grazie a 3rd eye girl TV…) ma tutto sommato aspetto con fiducia i prossimi concerti, e sono contento per quanto visto finora per i seguenti motivi:

    1) abbiamo criticato tutti il Prince degli ultimi 3-4 anni, in quanto i tour si ripetevano con (+ o -) la stessa band e scalette sempre uguali, e non usciva materiale nuovo…..ora sta proponendo 2 progetti nuovi contemporaneamente, con due band e due scalette diversissime tra loro, in più rilanciando il canale internet e con molto materiale nuovo e la promessa di 1 (?) album…..ma cosa vogliamo di più ? vogliamo tornare indietro o proseguire nel viaggio ? quanti artisti contemporanei (e non dico alla sua età…prendo tutta la categoria !!) ha questo coraggio ? è chiaro che rischia di fare scontento una parte dei fan….ma lui deve procedere come vuole: sono sicuro che chi si lamenta oggi (non essendo allenato ad affrontare alcun cambiamento…) si lamenterà anche tra qualche anno sostenendo che invece nel 2013 sì che Prince faceva grande musica e grandi concerti…

    2) è in grandissima forma e smagliante (a parte la pettinatura inguardabile) e la voce non ha perso tono, come qualche corvo insinuava sul web…

    3) la big band è la più numerosa con cui sia stato sul palco, ed ha un tiro pazzesco….quando sistemerà un po’ la band (magari mettendo finalmente un funky drummer all’altezza della situazione….qui serve potenza e funky beat, con tutto il rispetto per la biondina, che è molto carina e simpatica, ma….), togliendo Donna Grantis e mettendo Ida di nuovo al basso, e una volta preso confidenza con gli Hornz, (per cui si potrà mettere a punto la giusta sinergia x poter improvvisare anche arrangiamenti in corsa, come faceva con Maceo e gli altri nel 2007) e rimettendo l’asso della chitarra al suo posto….allora non ce ne sarà più per nessuno !!!!

    io vedo questo potenziale enorme , che nelle mani del gran maestro può veramente creare meraviglie !!

    4) gli altri, a cui piace il Prince più rock e guitar hero oppure quello più intimista, oppure quello più improvvisatore e al “centro” della scena, si possono però nel frattempo divertire con il 3rd eye girl trio suonano stasera), formula comunque molto divertente (anche se il livello tecnico delle 3, non consente di superare i picchi sentiti nel tour west coast…alla fine la differenza qui la fa sempre e solo LUI, in base alla sua voglia e ispirazione)

    io SPERO comunque che escano i DVD dei 3 concerti di Montreux 2013, perché saranno moolto tosti.

    un saluto a tutti (e scusate lo stile …)

    Flavio

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  2. Bellissima recensione!
    Un punto di vista molto obiettivo e uno stile nel descrivere l’Evento che ci rende tutti un po’ partecipi!!!
    Sicuramente hai assistito ad un concerto decisamente fuori dall’ordinario, e già questo non è poco!
    Da cosa ho letto in rete (per la prima serata) lo scontento è quasi totale… (a parte chi amerebbe Prince anche se si facesse suora!)
    Mentre ci sono state grandi ovazioni per la terza sera (addirittura uno era al 40° concerto e lo ha definito il più bello!)
    Qualcosa ho anche visto… e non si può negare che la voce è spettacolarmente la stessa di 30 anni fa… e gli sguardi, le mini gag, l’intrattenimento generale non mancano mai… ma nonostante tutto questo a me la “3rdEyeGirlEra” continua a non entusiasmarmi…

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  3. Ciao Simone.
    Io invece sono stato solo a quello di ieri sera.
    Che dire!!!!
    Quello che non ha fatto nei primi due concerti, lo ha fatto ieri.
    Chitarra fumante e rock acido e tagliente come solo lui sa fare.

    Alla prossima, sperando in qualcosa di più vicino.
    Ciao
    Funkyluca

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  4. Il mio commento precedente si riferiva alla recensione di Niga, ma è rimasto inserito dopo quella di Flavio! Lo dico perchè sono pignola e rompiballe, ma anche perchè Flavio
    si merita un GRAZIE! BELLA RECENSIONE! tutto per lui ;)

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  5. L’utente A2BA13 su dailymotion sta publicando spezzoni di questi concerti.
    grazie a tutti voi, peccato non esserci potuto andare.

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