Gli inizi di Prince – 1971/1978

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Prince è indubbiamente uno dei pochi artisti che può essere considerato un’icona musicale degli ultimi 30 anni. Una lunga carriera artistica, iniziata alla fine degli anni 70 e disseminata di successi, vittorie, riconoscimenti, ma anche di sconfitte e periodi bui. Quello che segue vuole essere un breve articolo dove racconto la sua storia iniziando dagli anni adolescenziali, sino ad arrivare a quel 7 aprile 1978, data di pubblicazione del suo primo album “For You”.

È il 1971 quando Prince decide con suo cugino Charles Smith e Andre Simon Anderson, che in futuro cambierà nome in André Cymone, di formare la sua prima band. Per un breve periodo si fanno chiamare Soul Explosion, ma successivamente diventeranno i Grand Central. Il padre di Prince, John L. Nelsen, musicista e leader di una jazz band, personaggio scontroso e dal carattere difficile, incoraggia l’iniziativa del figlio regalandogli la sua prima chitarra. Nel gruppo infatti Prince suona la chitarra, Charles la batteria e Andrè il basso. I tre equipaggiano lo scantinato della casa di Smith con amplificatori e strumenti, trasformandolo nella loro sala prove. Si esercitano nei pomeriggi dopo la scuola e durante i fine settimana, ma a causa delle continue lamentele dai vicini, i tre sono costretti a di trasferirsi a casa di André. 
Il repertorio musicale dai Grand Central è basato sui principali successi discografici di quel periodo, con una particolare predilezione per gli artisti di colore come Sly and The Family Stone, Jimi Hendrix, Earth Wind & Fire, Stevie Wonder, James Brown e i Parliament. Solo successivamente il repertorio sarà arricchito con l’inserimento di brani progressive rock, come quelli di Carlo Santana, Joni Mitchell, Chicago e Grand Funk Railroad. L’unica loro canzone originale è un pezzo funk intitolato “Do You Feel Like Dancing”. I tre si alternano al microfono a secondo del brano suonato. A Prince spettano le canzoni di Sly e degli Earth Wind & Fire. Le loro interpretazioni però sono prive di personalità. I ragazzi si limitano semplicemente ad imitare gli originali senza dare alle canzoni una personale esposizione.
All’inizio degli anni ’70, la scena musicale di Minneapolis non è paragonabile a quella di città storicamente importanti come Los Angeles, New York, Memphis o Ditroit. Poche sono le opportunità e i locali dove potersi esibire, soprattutto per una giovane band di colore come la loro. Un senso di pregiudizio nei confronti delle persone di colore c’è anche nel Minnesota. È difficile avere un contratto con i più importanti club cittadini. Le uniche possibilità di esibizione pubbliche per gruppi come Grand Central, i Flyte Tyme o i The Family sono le feste private, le cerimonie nei centri comunitari o nei locali legati agli YMCA e i party organizzati delle scuole. Nell’ambiente musicale di Minneapolis tutti si conoscono e molti personaggi come Jellybean Johnson o Monte Moir, ricordano che Prince già a 14 anni dimostrava una particolare bravura nel suonare, oltre che la chitarra, anche le tastiere e l’organo. Viene soprannominato “The human jukebox” per la sua abilità nell’imitare cantanti e musicisti.
I tre continuano nelle loro attività sino alla fine del 1974, quando, a causa delle continue assenze e ritardi di Charles alla prove del gruppo, Prince e André decisero di allontanarlo e di sostituirlo con un loro amico, Morris Day un batterista con una discreta esperienza. A quel punto il gruppo cambia nome in Grand Central Corporation. Un svolta fondamentale nella crescita artistica della band, avviene quando Prince inizia a prendere contatti con Pepè Willie noto e rispettato musicista locale, nonché marito di sua cugina. Pepè intuisce le potenzialità artistiche dei giovani musicisti. Gli consiglia di scrivere canzoni proprie e, cosa più importante, riesce a dare un’impronta ed un minimo di impostazione artistica ad un gruppo che sino ad allora suonava imitando senza dare personalità alle loro interpretazioni.

Prince 1974 - Central High School in Minneapolis, Minnesota. Seth Poppel/Yearbook Library

Nell’autunno del 1975 i Grand Central Corporation si presentano, accompagnati dallo stesso Pepè Willie, negli studi Cookhouse di Dale Menton, amico di Willie. La band si esibisce suonando delle cover, ma anche le loro prime canzoni, come “You Remind Me Of Me”, “39th St. Party” scritta da Andre e “Machine” di Prince, canzone con forti contenuti sessuali. Questa session da l’opportunità a Prince di essere richiamato nel dicembre del 1975 dallo stesso Pepè, che lo vuole per collaborare con il suo gruppo i 94 East. Questa è le prima volta che Prince registra ufficialmente in un uno studio di registrazione. Gli studi sono ancora i Cookhouse ed i musicisti presenti alla jam sono Pierre Lewis (tatiere), Wendell Thomas (basso), Dale Alexander (batteria) e come coriste ci sono Marcy Ingvoldstad e Kristie Lazenberry. Prince suona la chitarra. Queste le canzoni registrate.

Games
I’ll Always Love You
But If We Don’t
Better Than You Think I do
If You See Me

Willie rimane pianamente soddisfatto del lavoro fatto da Prince, dalla sua professionalità e creatività, ma soprattutto dal suo stile funk. Tra le tracce registrate c’e anche “Games” che nel 1986 sarà pubblicata, nella sua versione originale,  nell’album intitolato “Minneapolis Genius – The Historic 1977 Recording” attribuito ai 94 East. L’intera jam, con tutte e cinque le tracce, possono essere ascoltate sul cd “Symbolic Beginning” del 1995, sempre attribuito ai 94 East featuring Prince.
Prince e Andrè continuano a scrivere nuovo materiale e all’inizio del 1976 decidono di incidere un demo con i loro inediti. Con la collaborazione della madre di Morris Day prenotano lo Studio ASI, attrezzato con un registratore a 16 piste, a nord di Minneapolis.
Prince suona chitarra e tastiere mentre Andrè e Morris, basso e batteria. In quella sessione, la prima in assoluto per i Grand Central Corporation, vengono registrate 6 tracce:

39th St. Party (André Cymone)
Lady Pleasure
Machine
You’re Such A Fox
Grand Central
Whenever

Come ingegnere del suono li assiste David Rivkin che in futuro lavorerà spesso con Prince.
Il 16 febbraio la rivista scolastica “Central High Pioneer” pubblica la prima intervista fatta a Prince. L’articolo era accompagnato da una foto che ritraeva il giovane artista seduto davanti al pianoforte. Questo il testo originale.

Nelson Finds It “Hard To Become Known”

“I play with Grand Central Corporation. I’ve been playing with them for two years,” Prince Nelson, senior at Central, said. Prince started playing piano at age seven and guitar when he got out of eighth grade.
Prince was born in Minneapolis. When asked, he said, “I was born here, unfortunately.” Why? “I think it is very hard for a band to make it in this state, even if they’re good. Mainly because there aren’t any big record companies or studios in this state. I really feel that if we would have lived in Los Angeles or New York or some other big city, we would have gotten over by now.”
He likes Central a great deal, because his music teachers let him work on his own. He now is working with Mr. Bickham, a music teacher at Central, but has been working with Mrs. Doepkes.
He plays several instruments, such as guitar, bass, all keyboards, and drums. He also sings sometimes, which he picked up recently. He played saxophone in seventh grade but gave it up. He regrets he did. He quit playing sax when school ended one summer. He never had time to practice sax anymore when he went back to school. He does not play in the school band. Why? “I really don’t have time to make the concerts.”
Prince has a brother that goes to Central whose name is Duane Nelson, who is more athletically enthusiastic. He plays on the basketball team and played on the football team. Duane is also a senior.
Prince plays by ear. “I’ve had about two lessons, but they didn’t help much. I think you’ll always be able to do what your ear tells you, so just think how great you’d be with lessons also,” he said.
“I advise anyone who wants to learn guitar to get a teacher unless they are very musically inclined. One should learn all their scales too. That is very important,” he continued.
Prince would also like to say that his band is in the process of recording an album containing songs they have composed. It should be released during the early part of the summer.
“Eventually I would like to go to college and start lessons again when I’m much older.”
 
 

Nell’articolo Prince fa riferimento ancora ai Grand Central Corporation, ma da li a poco il nome cambia in Champagne,  soprattutto per il fatto che il famoso bassista dei Sly and the Family Stone, Larry Gram ha appena creò una sua band chiamata Grand Central Station. Questa somiglianza potrebbe creare problemi di omonimia ed oscurare la carriera del gruppo di Minneapolis.
Nella primavera dello stesso anno viene organizzata una nuova jam, questa volta al Moonsound Studio di Chris Moon, inglese di origine, specializzato nella produzione di spot radiofonici, ma anche demo tape di artisti locali.
Moom è alla ricerca di un pianista che possa rinnovare il vecchio repertorio sonoro degli spot da lui prodotti. La sua attenzione cade sul giovane Prince conosciuto proprio durante quella session di registrazione con i Champagne.
Decide di proporgli una collaborazione. Prince accetta di scrivere e suonare la musica in cambio della possibilità di utilizzare lo studio di registrazione a suo piacere. È una grande opportunità. Lavorare all’interno di uno studio professionale significa apprendere la tecnica di registrazione e migliorarsi come scrittore e compositore. Prince è stanco della vita condotta a Minneapolis. Lui vuole iniziare una carriera musicale ed il lavoro agli Studi Moonsound gli sembra un’occasione da non perdere. L’inizio di questa collaborazione determina l’inevitabile fine dei Champagne, che continuano ad esistere, ma solo per un breve periodo. Al suo posto arriva Andrè Lewis. Prince invece suona occasionalmente con i The Family.
Una volta finita la scuola e preso il diploma, la madre cerca di convincerlo a continuare gli studi, ma lui pensa solo alla musica. Prince lavora assiduamente. Tante le ore e i giorni trascorsi davanti al mixer e agli strumenti per scrivere e provare. Le sue qualità di compositore migliorano ed i risultati iniziano ad arrivare. Prince compone sia le musiche che le liriche delle sue prime canzoni. Un esempio sono le prime versioni di “Bambi”, canzone che sarà successivamente utilizzata per il suo primo disco. Lavorare in quegli studi significa anche conoscere e confrontarsi con altri musicisti, musicisti professionisti come il batterista Bobby Rivkin conosciuto come Bobby Z, fratello di David ingegnere del suono della Studio ASI. Bobby ricorda bene quando sentì suonare Prince per la prima volta, ed anche lui ammette di aver intuito subito la bravura di quel giovane ragazzo.
Dopo alcuni mesi, Moon capisce che è arrivato il momento giusto per Prince. Moon è convinto che la sua musica e il suo stile avrebbero sicuramente fato gola alle grandi case discografiche. Vede in Prince un potenziale nuovo Stive Wonder.
Lo convince ad usare il suo vero nome come nome d’arte, scritto però con un piccolo cuore in sostituzione alla lettera “i”. Successivamente collabora con Prince per registrare un nuovo demo con 14 tracce, scritte durante i primi mesi di permanenza negli studi.

DemoTape, Moonsound, Minneapolis, Aprile – Dicembre 1976

Aces
Diamond Eyes
Don’t Forget
Don’t Hold Back
Fantasy
Love Is Forever
Make It Through The Storm
Soft And Wet 
Surprise
Baby
I’m Yours
Jelly Jam (Instrumental)
Leaving For New York
Since We’ve Been Together
Instrumental 1
Instrumental 2

Moon scrive le liriche per la maggior parte delle canzoni, ma  “Baby”, “I’m Yours”, “Since We’ve Been Together”, “Leaving For New York “e la strumentale “Jelly Jam” sono firmate interamente da Prince.
“Baby” , “I’m Yours”, Soft And Wet e “Love Is Forever”, che diventerà “My Love Is Forever”, saranno utilizzate successivamente per l’album “For You”.
In aggiunta a queste canzoni Prince registra su di un nastro, una serie di brani che determinarono la linea guida del suo primo album.

Home recordings, 1976

Sweet Thing  (Chaka Khan)
Wouldn’t You Love To Love Me? 
I Spend My Time Loving You
Rock Me, Lover
Don’t You Wanna Ride?
Nightingale
Leaving For New York
For You (piu versioni)
Hey, Lover
Tracce strumentali

Nell’autunno del 1976 Prince decide di affrontare il giudizio della case discografiche. Chiede a Moon di fargli da manager, ma questo rifiuta, considerandolo un’ impegno troppo gravoso per le sua semplice esperienza musicale.
Prince prepara un demo con quattro canzoni e parte per New York. Le canzoni scelte con Moon sono:  “Soft And Wet”, “Love Is Forever”, “Baby” e “Aces”.
Prince, ospite della sorellastra Sharon Nelson a Manhattan, fatica anche solo a fissare degli appuntamenti. Fortunatamente è lo stesso Moon che riesce con un bluff a strappare un incontro con la Atlantic Records. Moon telefona e riesce a contattare un pezzo grosso dell’ Atlantic con la scusa di essere un manager di Steve Wonder e di avere sotto contratto un talentuoso musicista di colore diciottenne. Il giorno seguente Prince si presenta negli uffici della compagnia, fa ascoltare il demo con le quattro canzoni, ma la gente della Atlantic giudicano il sound di Prince troppo midwestern e che non avrebbe mai avuto successo.
Nel frattempo Moon ha la geniale idea di consegnare una copia del demo a Owen Husney, produttore, musicista, promoter che gestiva la The Ad Company, compagnia pubblicitaria che operava nel campo tour e spettacoli musicali con sede a Minneapolis. E’ la scelta giusta che cambia la vita a Prince e non solo. Dopo aver ascoltato il demo consegnatogli da Moon, Husney gli domanda il nome del gruppo. Moon risponde Prince e Husney rimane impressionato quando gli spiega che è solo un musicista a fare tutto. Decise di contattare immediatamente Prince che si trova sconsolato a New York, e gli propose di diventare il suo manager. Prince ritorna a Minneapolis. Una volta arrivato Monn lo accompagna a casa di Husney dove hanno modo di conoscersi e parlare. Husney diventa il manager di Prince.
Husney con l’amico Gary Levinson, crea una nuova società American Artist Inc e affitta un ufficio a Loring Park. Moon a questo punto usce di scena. Prince non è vincolato a lui con un contratto, ma Moon chiede almeno di essere riconosciuto come co-autore dei brani che ha scritto con Prince. I due rimangono in contatto sino al 1982, dopo di che i rapporti si interrompono bruscamente.
Nel dicembre del 1976 Prince firma con la nuova società di Husney, che nel frattempo lascia la The Ad Company per seguire a tempo pieno il giovane musicista. Il compenso iniziale per Prince è di 50$ alla settimana.
Le session organizzate dal nuovo manager si svolgono ai Sound 80 di Minneapolis. Durante queste registrazioni Prince incide i seguenti titoli

Sound 80, Minneapolis, Dicembre 1976 – Estate 1977

Baby (Instrumental)
Baby
Soft And Wet
My Love Is Forever
Make It Through The Storm
Jelly Jam
We Can Work It Out
Just As Long As We’re Together (più versioni)
Love In The Morning
You Really Get To Me

Anche l’ufficio a Loring Park viene attrezzato come studio di registrazione. Prince infatti lo utilizza spesso per improvvisare e far pratica suonando con Andrè e Bobby Z. In questo periodo scrive nuove canzoni come “I Like What You’re Doing”, “Hello, My Love” ispirata dalla segretaria di Husney, e “Neurotic Lover’s Baby Bedroom” creata con la drum machine appena acquistata.

Home recordings e Owen Husney’s Office, 1977

Darling Marie
Hello, My Love
I Like What You’re Doing
Neurotic Lover’s Baby’s Bedroom
serie di incisioni strumentali con Andrè Cymone e Bobby Z.

Le sessioni di registrazione si susseguono senza interruzione. Presso gli Studio 80 di Minneapolis vengono nuovamente registrate le canzoni che comporranno il demo che sarà utilizzato come biglietto da visita presso le case discografiche. La scelta cade su “Baby” e “Soft And Wet”. Una terza canzone “Make It Throught The Storm” viene scelta nel caso in cui i produttori volessero ascoltare un altro brano.
Nell’aprile del 1977 Husney e Prince vengono intervistati dal Minnesota Daily, rivista universitaria. In quell’occasione il manager ribadisce la sua piena fiducia nella possibilità di far firmare un contratto a Prince con una grossa major discografica.
Per presentarsi al meglio davanti ai produttori, Hausney e il suo socio realizzano una lussuosa confezione del demo, completamente nera con le scritte in rosso e una foto di Prince.

Owen Husney promo press pack photo (Spring 1977) - Source: Prince: A documentary by Per Nilsen

 

Il viaggio a Los Angeles è organizzato alla perfezione e gli appuntamenti sono già pianificati. Si inizia con Russ Thyret , vicepresidente e Direttore di Produzione della Warner Bros per il quale Husney aveva prodotto degli spot promozionali. A seguire CBS, A&M, RSO ed in fine ABC/Dunhill. Quello che i due manager di Minneapolis vogliono ottenere è un contratto non per uno o due album, ma almeno tre e la possibilità di far autoprodurre Prince.
I manager interpellati rimangono sorpresi dalle insolite richieste, soprattutto per quanto riguarda l’autoproduzione. Prince è troppo giovane. La CBS per poter valutare i rischi vuole vederlo al lavoro e decide di prenotare per una giornata (8 Aprile 1977) il Villane Recorders dove chiedono a Prince di registrare “Jast As Long As We’re Together”. Le trattative con tutte le case discografiche si prolungano più del previsto. Alla fine rimangono in corsa CBS, WB e A&M. La CBS è d’accordo per i tre album, ma anche se la prova in studio è risultata soddisfacente, vuole una produzione gestita da Verdine White, degli Earth Wind & Fire. Questo però non è quello che desiderano Husney e lo stesso Prince. Rimangono WB e A&M. Quest’ultima non può di certo competere con una casa di produzione come la WB che annovera tra i suoi artisti gente del calibro dei Fleetwood Mac, Dire Straits, Van Halen e Paul Simon, ma anche artisti di colore come George Clinton, Curtis Mayfield, Al Jarreau e George Benson. La scelta della WB è sicuramente la migliore, il suo ambiente famigliare e il legame amichevole tra produttori e artisti stimolano le fantasie artistiche di Prince ad accettare l’offerta avanzata dalla major. In quegli anni c’è un aria eccitante alla WB e la compagnia e in netta crescita. Può permettersi di mettere sotto contratto ogni anno, una media di 20 artisti, consapevole del fatto che solo 2 o 3 di questi avrebbero raggiunto il successo desiderato dai produttori, ripagando anche economicamente, gli sforzi della mayor discografica. Prince ha le caratteristiche che possono soddisfare sia il pubblico di colore, ma anche le possibilità di avvicinarsi ad un pubblico più pop e rock.
Il giovane artista viene subito presentato al presidente Mo Ostin e ai principali soci della WB. Il 25 giugno 1977 firma un contratto, che lo legava alla WB per la realizzazione di tre album in ventisette mesi. Il primo dei tre dove essere realizzato entro sei mesi. L’accordo prevede poi due opzioni: la prima il rinnovo per un periodo di altri 24 mesi con la realizzazione di altri tre album e il secondo un prolungamento di un anno con due album. Inoltre Prince sarebbe risultato co-produttore dei suoi album.
Prince riceve in anticipo 80.000 dollari e ne avrebbe ricevuti alti 225.000 per la prima opzione e 250.000 per la seconda.
La WB autorizzò un budget iniziale di 180.000 dollari per il primo periodo di ventisette mesi (60.000 dollari ad album).
Ritornato a Minneapolis con il contratto firmato, Prince si mette subito al lavoro ed incise un pezzo funky intiolato “We Can Work It Out” come ringraziamento nei confronti della WB.

Dopo la firma del contratto, Prince inizia la preparazione alla realizzazione del primo album. La clausola che più preoccupa la WB è quella della produzione. La major si domanda se il giovane artista è in grado di realizzare veramente un albun che avrebbe venduto. Prince ha veramente la capacità di confezionare un prodotto che il pubblico avrebbe comprato? La WB insiste a lungo nel poter avere un loro produttore presente durante le sessioni di registrazione. Il personaggio proposto da Mo Ostin è quello di Maurice White, ma lo stesso Prince dichiara che, con tutto il rispetto per White, quest’ultimo non è il produttore adatto per il tipo di musica che ha in mente per il suo album. Alla fine quello che Husney ottiene è un’ennesima dimostrazione pratica di quello che Prince è in grado di fare. In una sala dell’Amigo Studio di Los Angeles, Prince si trova difronte ai top producer Lenny Waronker, Russ Titleman e Ted Tempelman per registrarre “Just As Long As We’re Together”.
Una volta sovrapposte le tracce strumentali e quelle vocali, Husney ricevette il via libero dai produttori. La WB comunque non demorde ed insite nell’avere comunque una persona di riferimento con una certa esperienza, al fianco di Prince, in modo tale da poter, anche solo in minima parte, dare dei consigli e visionare il lavoro del nuovo arrivato. Husney propone David Rivkin, persona esperta che tra l’altro conosce anche Prince visto che ci lavorò assieme negli studi Sound 80 di Minneapolis per la realizzazione del suo demo. Troppo rischioso risponde la WB, che però si rende più disponibile quando lo stesso Rivkin propose Tommy Vicari un esperto ingegnere del suono che ha lavorato anche con artisti di prestigio come Santana e Billy Preston. Vicari vola a Minneapolis per incontrare Prince e verificare se lo studio Sound 80 è adeguato per ospitare le session di registrazione dell’album. Alcuni problemi tecnici con la nuova console però spingono Vicari ad insistere nel trasferirsi a Los Angeles per l’incisione del disco. Probabilmente Vicari non si sente a suo agio negli studi di Minneapolis, ma è anche probabile che è la stessa WB a dare l’ordine di convincere Prince e l’intero staf a trasferirsi vicino alla casa madre. Huseny però ha paura che l’ambiente di Los Angeles potrebbe distrarre Prince. Dall’altra parte Vicari spingeva per lavorare in un contesto professionale. La decisione finale è quella di noleggiare gli studi Record Plant a Sausalito a pochi minuti da San Fransisco.
Prince, Vicari, Husney e sua moglie volano tutti in California dove affittano un’ appartamento a Mill Valley.
La session ha inizio il 1° ottobre del 1977. Prince e Vicari lavorano sei giorni alla settimana dalla quattro del pomeriggio sino alle sei della mattina. Niente distrazioni, solo lavoro in studio.
Trascorrendo molte ore assieme, Prince e Vicari diventano buoni amici. Con solo 10 anni di differenza d’età, Vicari diventa un punto di riferimento per il giovane musicista, che manifesta un particolare interesse nel voler imparare tutto quello che si può imparare lavorando al fianco di gente esperta e già inserita nel music businnes.
Prince comunque dimostra nuovamente di avere le idee chiare. Sa esattamente cosa vuole e come ottenerla. Per quanto riguarda la musica e i testi delle canzoni sono poche le volte che chiede consiglio a Vicari. Da quel punto di vista Prince segue le sue idee. Per quasi tutte le tracce Prince inizia registrando prima la parte di batteria, poi tastiere, basso e chitarra. Solo alla fine completa i brani con la session delle voci.
Questo è ciò che Prince realizza durante quelle settimane:

“For You” Session – The Record Plant, Sausalito, 1 Ottobre – 22 Dicembre 1977

For You
In Love
Soft And Wet
Crazy You 
Just As Long As We’re Together
Baby
My Love Is Forever
So Blue
I’m Yours
Make It Through The Storm

“Instrumental Jams” – The Record Plant, Sausalito, 4 Novembre – 10 Dicembre 1977
Chitarra e Tastiere: Prince – Basso: André Cymone – Batteria: Steve Fontano

Bump This
E-Pluribous Funk
Shine Your Light/Red Zone
Instrumental
Life Is So Neat
Waiting For You

Spesso prima delle session, per ispirarsi, Prince ascolta un nastro con inciso alcune canzoni di Rufus e Chaka Khan. Quest’ultima sarà con Santana e Sly Stone una delle star che Prince riesce a conoscere personalmente durante il periodo di permanenza negli studi di Sausalito.
Il lavoro, se pur impegnava Prince per parecchie ore del giorno, procede lentamente. Il voler ottenere la perfezione per ogni canzone, porta Prince e i sui collaboratori a registrare più volte le tracce e le singole parti.
Per la WB però questo significa solo spese stellari per il noleggio dello studio di registrazione e un conseguente esaurimento del budget previsto per il primo disco. Lanny Waronker e Russ Thyret raggiungono lo staff ai Record Plant per rendersi conto di persona cosa sta succedendo. Lenny presenziò alla session di registrazione di “So Blue” e rimase soddisfatto del lavoro, ma bisogna assolutamente dare un traguardo a tutto ciò. Non si può continuare all’infinito. Prince non prende positivamente la visita dei due personaggi. Questi cercano di spiegare che la loro presenza è solo un semplice controllo di routine, e che non vogliono mettere sotto pressione l’artista, ma cercano di spiegargli che come giovane artista sotto contratto non può permettersi di sforare il budget messogli a disposizione. Il disco dove essere completato.
E quel giorno arriva dopo quasi tre mesi di lavoro alla Record Plant. Prima del Natale 1977, Prince e il suo entourage, Husney, Rivkin e Andrè, che nel frattempo lo ha raggiunto, si trasferiscono in una casa a Hollywood Hills. Presso i Sound Labs, Prince completa le sovraincisioni e il mixaggio delle tracce dell’album. Dopo la breve pausa natalizia il 4 gennaio 1978 si ritorna al lavoro per completare “For You”, il primo album di Prince.
Alla fine ci sono voluti quasi cinque mesi per realizzare l’album, da ottobre sino alla fine di febbraio, e il costo totale per la realizzazione è stata di 171.00 dollari, praticamente il budget che Prince avrebbe dovuto spendere per i primi tre album.
In attesa della distribuzione ufficiale del disco, Prince ha modo di conoscere ad un concerto di Al Jarreau, quella che diventerà la sua più preziosa collaboratrice, la giovane percussionista Sheila Escovedo. Il 28 febbraio c’è anche la prima apparizione in pubblico durante la premiazione dei Grammy Award, in compagnia del suo manager Tommy Vicari.
“For You” inizia ad essere distribuito il 7 aprile del 1978. Sembra non esserci nessuna recensione ufficiale dell’album. Ho trovato però alcuni articoli del StarTribune, quotidiano locale di Minneapolis pubblicati solo nel gennaio del 1979. Penso siano i primi dedicati a Prince.

Our teen-age virtuoso is home to play at last
By Jon Bream, Minneapolis Star – January 4, 1979

Prince’s 1st concert is energetic, sexy
By Jon Bream, Minneapolis Star  –  January 7, 1979

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3 comments

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