John Legend Evolver World Tour – Milano 19 marzo

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Bellissimo concerto quello di John Legend l’altra sera all’Alcatraz di Milano.
Arriviamo in ritardo per l’esibizione di Laura Izibor, cantante irlandese che lo accompagna nel suo Evolver World Tour, ma in orario per l’inizio di quello che è stato uno dei più bei concerti al quale ho assistito. Il tutto ha inizio alle 21.45. Sullo sfondo del palco vengono proiettate immagini in bianco e nero di Legend pronto per combattere su un ring. Ai rintocchi del gong si accendono le luci ed inizia lo show. Batteria, tastiere, due chitarre, strumenti a fiato e un coro di tre elementi e l’immancabile pianoforte a coda, lo accolgono sul palcoscenico di fronte ad un pubblico di 2000 persone. Vestito di scuro con una cravatta bianca ed occhiali, impugna il microfono ed inizia con “Used to love you”, per poi continuare con le canzoni che lo hanno rappresentato nella sua fulminante carriera. Senza un attimo di tregua ci propone successi come “Number One”, “I Can Ch’ange”, “Let’s Get Lifted” per poi passare a “Save Room”, “Heaven”, “Stereo” e “Where Did My Baby Go”. Di “Evolver”, suo terzo album, canta praticamente tutte le canzoni compresa l’ultimo singolo “Everybody Knows”.
C’è il tempo anche per invitare una ragazza sul palco e dedicagli “Slow Dance”, con omaggio floreale compreso.
Voce impressionante quella di John Legend che riesce a coinvolgere con potenza e passione il pubblico, soprattutto durante le interpretazioni al pianoforte, strumento da lui suonato con padronanza e dolcezza.
I filmati e le immagini trasmessi sullo sfondo si susseguono in perfetta sincronia con la musica per tutta la durata del concerto, circa 1 ora ½.
Il meglio però arriva sul finale. Prima con “I Love You Love” dove nella jam finale la band suona “Adore” di Prince e Legend con il coro, intonano alcune strofe della canzone. Poi con “Green Light”  il brano più festaiolo, durante il quale Legend sale sul pianoforte per ballare ed esaltare la folla.
L’emozione aumenta quando, dopo una breve pausa, ritorna sul palco in smoking, solo con il suo pianonoforte. Alle prime note di “Ordinary People” dall’Alcatraz si alza un boato. Commozione per una canzone che cantata dal vivo esalta ancora di più le doti canore di un interprete come Legend.
L’onore di chiudere il concerto va alla canzone che ha caratterizzato la campagna elettorale di Obama, “If you’re out there”. L’immagine del neo presidente, anticipata da quella di altri storici personaggi come Gandhi, Abraham Lincoln e Martin Luther King, fanno da colonna visiva per tutta la durata del brano.
Un concerto che ho atteso con trepidazione, che ha soddisfatto le mie attese. Legend dimostra di avere talento e di essere un vocalist superbo sia in studio, con i suoi ottimi album, ma soprattutto dal vivo.
La festa è poi continuata all’inaugurazione di uptownbynight.

legend-19-marzo-2009

Se cercate su YouTube trovate alcuni filmati della serata.

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