“The Rebels” – Progetto rock-new wave di Prince (1979)

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La carriera di Prince è disseminata di opere incomplete, di dischi realizzati ma mai pubblicati e di progetti che non hanno mai visto la luce del sole come i ben noti “Dream Factory” oppure “Camille”. In questo elenco c’e anche “The Rebels” datato 1979.
Con questo articolo cercherò di raccontare cosa è successo in quel mese di luglio. Le fonti sono alcuni articoli pubblicati dalla rivista UpTown ed interviste fatte a chi ha partecipato a quelle registrazioni audio: Matt Fink, Bobby Z. e Dez Dickerson.

rebel-1979
Photo by UPTOWN collection

 

Dopo aver pubblicato il suo primo disco “For You” (1978) ed aver inciso le canzoni per il suo secondo album “Prince”, che sarà pubblicato nell’ottobre del 1979, Prince è ormai considerato, sia dalla critica che dai dirigenti Warner Bros, il nuovo Stevie Wonder, un astro nascente della musica soul e R&B.
Prince però non vuole essere apprezzato semplicemente come un’artista funk. Lui desidera dimostrare le sue capacità nel produrre anche musica new-wave e rock, generi musicali già esplorati in brani come “I’m Yours” e “Bambi”. Per concretizzare queste sue idee, si rende conto che è necessario prima, allontanarsi dalla Warner Bros e dalla sua autorità e secondo è indispensabile la collaborazione di musicisti che possono spronarlo ed influenzarlo con generi e stili non propriamente black.
Il 10 luglio 1979 negli studi della Mountain Ears di Boulder (Colorado), iniziano le sessioni di registrazione che oggi sono chiamate Studio Nights: The Rebels. La scelta della location è fatta in base alle raccomandazioni di Jay Marciano, amico di Perry Jones, manager di Prince in quel periodo.
Per la scelta dei componenti della band, Prince si ispira alla filosofia di Sly and the Family Stone, vale a dire realizzare un gruppo multirazziale con caratteristiche ed esperienze artistiche differenti. Le musiche e le liriche non sono solo prerogativa di Prince. Tutti devono partecipano attivamente e il risultato ultimo deve servire per eliminare il preconcetto che i gruppi di colore sanno suonare solo musica r&b e soul. L’idea è anche quella di presentare un album mantenendo l’anonimato degli autori, compreso lo stesso Prince. La copertina del disco deve immortalare i musicisti rappresentandoli con sagome stilizzate senza ricorrere a nessun ritratto fotografico.
I nomi scelti sono, oltre ai già noti Bobby Z. e André Cymone, quello di Matt Fink, Dez Dickerson e la cantante Gayle Chapman.
Bobby Z. Rivkin suona la batteria e continua a farlo per tutta la tournee di Parade (1986).
Il bassista del gruppo è André Cymone, vecchia conoscenza sin dal suo esordio a Minneapolis. Nel 1981 causa tensioni e incomprensioni con Prince, intraprende la carriera solista.
Alle tastiere Matt Fink, in seguito soprannominato Dr. Fink, perché nelle prima esibizioni live si presenta sul palco con un camice da chirurgo. Matt Fink continua a lungo la collaborazione con Prince fecendo parte dei The Revolution ed anche dei Madhouse.
Il chitarrista è Dez Dickerson, musicista di colore con esperienze in gruppi rock come i Revolver. La sua collaborazione con Prince dura sino al tour di 1999 dopo di che lascia per poi essere sostituito da Wendy Melvoin.
Tra questi personaggi c’è anche Gayle Chapman, vocalist e corista con caratteristiche R&B-Rock che Lavora con Prince sino al termine del tour promozionale di “Prince”

Il 21 luglio si conclude la registrazione. I pezzi incisi sono nove, di cui due strumentali. La realizzazione è stata eseguita da tutta la band, ma la stesura di musica e testi è concepita da Dez Dickerson, André Cymone e Prince.
Questi i titoli:

Too Long
Disco Away
Instrumental #1

(Dez Dickerson)

Thrill You Or Kill You
Instrumental #2

(André Cymone)

You
If I Love You Tonight
Turn Me On
(il titolo originale doveva essere The Loser)
Hard To Get
(Prince)

Prince lavora anche ad un altro titolo “Head” in collaborazione con Matt Fink, che sarà utilizzato per l’album del 1980 “Dirty Mind”

La particolarità comune per tutti i brani è la sonorità rock dettata da basso e chitarra, una chitarra incisiva, determinante e la collaborazione con i nuovi musicisti, soprattutto con Dez Dickerson, ne rilevano l’influenza.
L’impressione percepita è che la musica composta abbia però prevaricato la scrittura delle liriche, poiché i testi lasciano molto a desiderare e sono piuttosto semplicistici. Gli argomenti trattati sono sempre gli stessi; amore e i difficili rapporti sentimentali con la ragazza di turno. Unica eccezione la fa “Discoteca Away” dove si ridicolizza, con le stesse sonorità, la disco music.
“You” è sicuramente il brano più originale ed interessante. La chitarra e gli effetti sonori del sintetizzatore accompagnano la voce di Gayle Chapman, che si propone con un falsetto molto simile a quello di Prince. La cantante si esibisce anche in “If I Love You Tonight “, una ballata triste e depressa che ricorda “It’s Gonna Be Lonely”. Facile confondere la sua voce con quella di Prince, ma tenete presente che lui non canta in nessuno dei brani.
Sullo stesso filo conduttore della prima canzone, troviamo “Too Long” un efficace brano dominato dalla chitarra rocchettara di Dez. Quest’ultimo firma anche “Instrumental #1” suonato con chitarra acustica. “Hard To Get” è un brano debole poco incisivo suonato con un classico pianoforte rock ‘n’ roll.
Anche “Turn Me On” è un brano anonimo, con un ritmo moderatamente rock di poco valore. Lo stile canoro di Gayle in questo caso ricorda Bonnie Raitt.
“Discoteca Away”, abbinando chitarra elettrica e una veloce batteria, rappresenta il brano che più si avvicina alle sonorità dance degli anni ’70. In “Thrill You Or Kill You” i suoni del sintetizzatore accompagnano il basso di Cymone il quale firma e suona anche la seconda traccia “Instrumental #2”.
L’entusiasmo iniziale di Prince, Cymone e Dickerson si contrappone all’indifferenza degli altri membri che sin dai primi giorni si interrogano sulla necessità, ma soprattutto utilità di questo lavoro. Al termine della sessione, anche Dickerson è della stessa opinione. I brani registrati non vengono proposti alla Warner Bros e il progetto rimane tuttora un ricordo.
Ma nulla è vanificato. Quando alla fine del mese di agosto, Prince si esibisce al Leeds Instrument Rentals di Los Angeles di fronte ai dirigenti della Warner Bros, decide di farsi accompagnare dai “The Rebels”. La band si dimostra concentrata, preparata e soprattutto convincente perché i produttori decidono di realizzare due versioni del video di “I Wanna Be Your Lover”, il primo singolo estratto dall’album “Prince”. Nella prima versione, che sarà poi quella distribuita per la promozione, si può ammirare un Prince polistrumentista, un one-man show, mentre la seconda e stata registrata con la band al completo che accompagna il giovane cantante. Questo tipo di scena sarà scelta successivamente per il video di “Why You Wanna Treat Me So Bad”.
I musicisti accompagnano Prince nei suoi primi live e per la promozione dell’album “Prince”. Prince, Cymone e Dickerson indossano vestiti sgargianti, pantaloni in vinile, stivali al ginocchio e biancheria intima a vista. Come dichiarerà successivamente Prince questo look è stato utilizzato solo per rompere le barriere del conformismo e per non passare inosservati.
Gli spettacoli si susseguirono sino a maggio del 1980 dopo di che Prince si dedicò alla realizzazione del suo nuovo album “Dirty Mind” dove portò un po’ di quell’ondata rock che contrassegnò l’estate del 1979.

the-rebels5
Housequake.com

Tre delle quattro canzoni scritte da Prince, sono state riprese per lavori realizzati successivamente.
Alcuni suoni di “Hard To Get” sono utilizzati per “Dirty Mind” (1980).
“You” diventa “U” e viene riarrangiata per il secondo album di Paula Abdul “Spellbound” (1991)
“If I Love You Tonight ” è stata re-intitolata in ” If I Love U 2 Nite ” e nuovamente registrata nel 1987. Mica Paris la inserì nel suo album “Contribution” (1991). Esiste anche la versione cantata da Mayte, pubblicata in “Child Of The Sun” (1996).
I testi delle canzoni sono stati riscritti e migliorati.

SimoneNiga

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2 comments

  1. ottimo articolo, davvero ottimo e interessante.
    possiedo i demo dei brani citati perché più volte pubblicati: nella The Work Series e in altri noti bootlegs.
    un’unica correzione, o più che altro quella che mi è saltata all’occhio subito: Spellbound è il secondo album di Paul Abdul

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  2. Ho ricontrollato e “Spellbound” è effettivamente il secondo studio album. “Shut Up and Dance” del 1990 era una raccolta di remix.
    Grazie per la segnalazione.

    1988 – Forever Your Girl
    1990 – Shut Up and Dance
    1991 – Spellbound
    1995 – Head Over Heels
    2000 – Greatest Hits
    2007 – Greatest Hits: Straight Up!

    Ciao
    SimoneNiga

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